Marijuana, coltivarla a fini personali non è reato. Sentenza storica a Ferrara

⚡ Risposta in Breve

Coltivare marijuana a fini personali non costituisce reato quando la produzione è destinata esclusivamente all'uso personale e non alla cessione a terzi.

Punti Chiave
Il giudice Franco Attinà del tribunale di Ferrara ha assolto due giovani perché il fatto non è previsto dalla legge come reato.
La decisione del Consiglio d'Europa n. 757/gai del 2004 esclude la punibilità per le condotte che riguardano un uso esclusivamente personale.
La coltivazione domestica per uso personale evita di alimentare le mafie e il mercato gestito dagli spacciatori.
La difesa ha evidenziato la criticità della legge Fini-Giovanardi nell'equiparare i derivati della cannabis a cocaina e oppiacei.

Il giudice Franco Attinà ha assolto due giovani, arrestati per aver coltivato quattro piante. L’avvocato difensore si è rifatto a una decisione del Consiglio d’Europa, la numero 757/gai del 2004, il “testo sacro” a livello comunitario in materia di stupefacenti

Coltivazione Marijuana

Coltivare marijuana a uso personale non è previsto dalla legge come reato. È la sentenza a suo modo rivoluzionaria che giunge dalle aule del tribunale di Ferrara, dove per la prima volta un giudice entra nel merito di un dibattito sempre più vivo sia in dottrina giurisprudenziale che nellasocietà civile. Il caso specifico vedeva imputati due giovani arrestati (e immediatamente rilasciati) dai carabinieri due settimane fa. Da una perquisizione domiciliare vennero alla luce quattro piantine di cannabis e otto grammi si stupefacente.

Durante il rito abbreviato, in sede di arringa difensiva, l’avvocato difensore Carlo Alberto Zaina, del foro di Rimini, ha sollevato una questione di legittimità per quanto concerne l’art. 73 della normativa in materia di stupefacenti, l’arcinota “Fini-Giovanardi”, sulla liceità della coltivazione di stupefacenti. Premesso che per quanto riguarda i due imputati, già in sede di indagini era stata esclusa la detenzione finalizzata alla cessione a terzi. Insomma era chiaro che la produzione di marijuana era destinata esclusivamente all’uso personale.

Il “sospettato di anticostituzionalità” analizzato dall’avvocato Zaina attiene “alla circostanza in cui la legge equipara inopinatamente derivati della cannabis, oppiacei e cocaina”. Esiste infatti una normativa del Consiglio d’Europa che dice in astratto come “non si possono equiparare droghe pesanti e droghe leggere. Urge insomma una differenziazione”. Identica questione di legittimità costituzionale è già stata sollevata  dalla Corte d’Appello di Roma e sarà presto al vaglio della Corte Costituzionale.

A sostegno della propria tesi, poi, il legale ha portato all’attenzione del tribunale una decisione del Consiglio d’Europa, la numero 757/gai del 2004, il “testo sacro” a livello comunitario in materia di stupefacenti: “sono punite tutte le condotte – riassume l’avvocato – concernenti gli stupefacenti, salvo quelle che vedono un uso esclusivamente personale, laddove lo Stato ne ammetta l’uso personale, come l’Italia. Tra queste condotte c’è la coltivazione della cannabis. E in questo caso è provato l’uso personale e gli 8 grammi ritrovati in casa degli imputati derivano da questa produzione fai da te”.

“Se teniamo presente che in base alla normativa italiana non viene punito chi acquista da uno spacciatore una dose per uso personale – argomenta Zaina -, ecco che abbiamo anche un risvolto ‘civico’ in aiuto di questa interpretazione: la ratio della normativa è evitare l’uso e il commercio di stupefacenti, in questo caso c’è una conformità allo spirito della legge, visto che si evita di alimentare le mafie. Quindi se la coltivazione è a uso personale non vedo perché punirla”.

Motivazioni che hanno indotto il giudice Franco Attinà a entrare direttamente nel merito. Se chi lo ha preceduto ha infatti sospeso il giudizio di legittimità rinviando la questione alla Corte Costituzionale, Attinà ha assolto direttamente gli imputati perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, creando così un precedente nella letteratura giuridica italiana.

Questo articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano

Domande Frequenti (FAQ)

❓ La coltivazione di marijuana per uso personale costituisce reato?

Qualora la coltivazione sia destinata esclusivamente all'uso personale e non alla cessione a terzi, il fatto può non essere previsto dalla legge come reato, in conformità con i principi comunitari che escludono la punibilità per il consumo personale dove questo è consentito.

❓ Cosa stabilisce la decisione del Consiglio d'Europa 757/GAI del 2004 in materia di stupefacenti?

La decisione prevede la punibilità delle condotte legate agli stupefacenti, escludendo tuttavia quelle finalizzate a un uso esclusivamente personale negli Stati membri che ammettono tale uso.

❓ Perché la coltivazione fai-da-te per uso personale è considerata conforme allo spirito della legge?

La coltivazione domestica per uso personale rispetta la ratio della normativa poiché evita l'acquisto da spacciatori e contribuisce a non alimentare il commercio illegale gestito dalle mafie.

❓ Quale criticità viene sollevata riguardo all'equiparazione tra droghe leggere e pesanti nella legge Fini-Giovanardi?

La criticità riguarda l'equiparazione dei derivati della cannabis a oppiacei e cocaina, laddove le direttive europee richiedono invece una netta differenziazione tra droghe leggere e droghe pesanti.



Scopri la sezione Curiosità sulla Cannabis per ulteriori contenuti di approfondimento, naviga tra le righe e soddisfa la tua curiosità.

brucofalla

brucofalla

Brucofalla è un sito web di notizie curiose, stranezze e aneddoti provenienti dal mondo con un approccio ironico e critico. L’obiettivo principale è stimolare la curiosità dei lettori e invitarli a esplorare il mondo con una prospettiva diversa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

scorrere fino in cima