Il mais: coltivato ovunque tranne in Antartide

Curiosità in pillole 💊

Il mais è il nomade per eccellenza del mondo vegetale. Originario del Messico, dove fu addomesticato circa 9.000 anni fa, fu introdotto in Europa da Cristoforo Colombo e da lì ha iniziato una conquista silenziosa e inarrestabile del pianeta. Oggi, questa pianta versatile viene coltivata in ogni singolo continente, con un’unica, ovvia eccezione: l’Antartide. A meno che i pinguini non sviluppino un’improvvisa passione per la polenta, il continente di ghiaccio rimarrà l’ultimo baluardo contro l’impero del mais.

L’inarrestabile ascesa di una graminacea

La straordinaria adattabilità del mais (Zea mays) è il segreto del suo successo globale. Esistono migliaia di varietà, adattate a climi che vanno dal tropicale al temperato. La sua capacità di crescere rapidamente e produrre grandi quantità di carboidrati lo ha reso una coltura fondamentale per l’alimentazione umana e animale, nonché per la produzione di biocarburanti e prodotti industriali. Dalle Americhe all’Africa, dall’Asia all’Europa, il mais è diventato una colonna portante dell’agricoltura mondiale. L’unica barriera alla sua espansione è il freddo estremo e la mancanza di suolo coltivabile, condizioni che definiscono perfettamente l’Antartide. Finché il riscaldamento globale non trasformerà il Polo Sud in una prateria, il mais dovrà accontentarsi di aver conquistato “solo” il 99% del mondo abitabile.



Scopri tutte le stranezze dal mondo in pillole e soddisfa la tua curiosità

Scopri tutte le stranezze

scorrere fino in cima