Macchina del tempo, scienziato iraniano nel 2013: “Ho inventato quella che predice futuro”

Quell’inesauribile fonte di ispirazione per scrittori di fantascienza, oggetto di desiderio di ogni viaggiatore immaginario, e ora, a quanto pare, la più recente ‘invenzione’ risalente al 2013 del 27enne scienziato iraniano Ali Razeghi.

Macchina del tempo, scienziato iraniano: “Ho inventato quella che predice futuro”
Foto di Pete Linforth da Pixabay

Ali Razeghi, un giovane iraniano che vanta già il deposito di oltre 179 brevetti, ha annunciato nel lontano 2013 di aver brevettato una macchina del tempo al Centro per le Invenzioni Strategiche di Tehran. Da allora non se ne sa più nulla. La notizia, diffusa dal quotidiano britannico Daily Telegraph, che cita un lancio dell’agenza governativa iraniana Fars, ha fatto il giro del mondo. Secondo Razeghi, questo dispositivo non è solo una fantasia hollywoodiana, ma una realtà tangibile con la capacità di predire eventi futuri con un’accuratezza del 98% per un periodo che va dai cinque agli otto anni. Le dimensioni? Non più ingombranti di un comune laptop.

L’invenzione, di cui non è stato ancora presentato un prototipo per timore di plagio da parte dei produttori cinesi, secondo Razeghi, avrebbe diverse applicazioni pratiche. Da un lato, potrebbe aiutare i governi a prevedere e prepararsi per eventi geopolitici futuri, come conflitti o fluttuazioni economiche. Dall’altro, si ipotizza una sua diffusione commerciale, rendendola accessibile al pubblico generale.

In questi ultimi 10 anni, non è più stata riportata alcuna notizia riguardo questa famigerata macchina del tempo inventata dall’Iran.

Contesto geopolitico e scientifico

In una realtà dove la corsa per l’innovazione tecnologica è sempre più frenetica, e la competizione globale si intensifica, la dichiarazione di Razeghi sembra inserirsi in un contesto più ampio di affermazione tecnologica e scientifica da parte dell’Iran. Nonostante l’entusiasmo di Razeghi, la comunità scientifica internazionale guarda a queste affermazioni con un misto di scetticismo e ironia, ricordando che la predizione del futuro, almeno per ora, rimane un territorio esplorato principalmente dalla fantascienza e da pratiche meno scientifiche come la lettura della mano o dei tarocchi.

Mentre ci addentriamo nel 2024, il mondo attende ancora una dimostrazione concreta dell’esistenza e dell’efficacia di questa presunta macchina del tempo. Fino ad allora, possiamo solo immaginare come sarebbe vivere in un mondo dove il futuro è un libro aperto. Forse, il futuro predetto da Razeghi è uno in cui tutti abbiamo una macchina del tempo sul nostro comodino, accanto al caricabatterie del cellulare. O forse, è solo un capitolo di più nella lunga storia dell’umanità alla ricerca del misterioso e inafferrabile domani. In ogni caso, se Razeghi ha ragione, forse lo sapremo prima di quanto pensiamo… o forse no. Nel frattempo, rimaniamo con i piedi ben piantati nel presente, l’unico tempo che possiamo davvero controllare.



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