Pace nel mondo? Sono solo 11 i paesi in tutto il mondo che sono privi di conflitti

La pace nel mondo? Questi sono gli unici 11 paesi in tutto il mondo che sono in realtà privi di conflitti

Pace nel mondo? Sono solo 11 i paesi in tutto il mondo che sono privi di conflitti

Guerre e disordini civili sembrano divampare ogni settimana, ecco gli unici paesi al mondo che potrebbero essere considerati ‘liberi da ogni conflitto’

Con la crisi a Gaza, l’ascesa di militanti islamici in Iraq e in Siria e lo stand-off internazionale in corso in Ucraina, a volte si può sentire come il mondo intero è in guerra.
Ma gli esperti ritengono che le cose stanno andando a peggiorare. Questo grazie allo studio dello Iep (Institute for Economics and Peace) che ha creato una classifica degli Stati con i diversi gradi di conflitto e quindi i paesi che sono più o meno pacifici, la conclusione è desolante, sono solo 11 i Paesi che sono privi o non sono coinvolti indirettamente in qualche conflitto.

Svizzera, Uruguay, Costa Rica, Cile, Qatar, Brasile, Giappone, Panama, Mauritius, Botswana e Vietnam.

Peggio ancora, il mondo intero è stato sempre meno pacifico ogni anno dal 2007 – nettamente in controtendenza alla tendenza post Seconda Guerra Mondiale.
Il Regno Unito, ad esempio, è relativamente libero da conflitti interni, rendendo più facile pensare che vi è uno stato di pace. Ma il recente coinvolgimento in scontri esteri del calibro di Afghanistan, con un elevato stato di militarizzazione, assegna alla Gran Bretagna un punteggio abbastanza negativo nella classifica del Global Peace Index 2014.
Gli unici a raggiungere il punteggio più basso per tutte le forme di conflitto sono stati come già detto la Svizzera, il Giappone, il Qatar, le Isole Mauritius, l’Uruguay, il Cile, Botswana, Costa Rica, Vietnam, Panama e Brasile.
In Brasile e Costa Rica, per esempio, il livello di conflitto interno può essere il più basso possibile – ma l’accesso civile alle armi di piccolo calibro e la probabilità di manifestazioni violente sono molto elevate.
La Svizzera è notoriamente staccata quando si tratta di qualsiasi conflitto esterno, e ha un bassissimo rischio di problemi interni di qualsiasi tipo – ma perde un numero di punti sull’indice globale a causa del suo tasso di proporzione enorme di esportazioni di armi.
E l’Italia? Il nostro Paese si classifica al 34esimo posto (su 162 paesi), grazie al basso tasso di conflittualità interna ( 1,2 su 5), ma per quanto riguarda militarizzazione il punteggio è di 1,8 su 5 e la sicurezza sociale 2 su 5. A penalizzare fortemente l’Italia è l’alto indice di corruzione e il tasso di violenza percepito 4 su 5.

Per esplorare in modo interattivo la mappa del Global Index Peace, visitare il sito web della IEP.
Il Global Peace Index misura gli ultimi dati fino alla fine dell’anno precedente – il che significa che lo stato di conflitto internazionale in questo momento è in realtà ancora peggiore di quello che lo studio suggerisce. Con le proteste per la Coppa del Mondo ancora vive nella memoria collettiva, per esempio, il Brasile potrebbe trovarsi fuori dalla lista dei paesi pacifici entro il 2015. Per non parlare di tutte le nuove tensioni riguardanti l’Isis.
Il direttore del PEI, Camilla Schippa ha dichiarato che lo stato di pace nel nostro tempo è in costante e lenta diminuizione.
“Grandi shock economici e geopolitici, come la crisi finanziaria globale e la primavera araba, hanno lasciato i Paesi più a rischio in una situazione di facile conflitto”, ha detto la signora Schippa.
“Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un forte aumento dell’attività terroristica, una ripresa del conflitto a Gaza, e nessuna risoluzione della crisi in Siria e in Iraq.
“Al di fuori del Medio Oriente, i disordini civili in Ucraina si sono trasformati in ribellione armata, e c’è stata una crescente violenza nel Sud del Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo.”
Ha aggiunto: “Continuando in questo modo, con i diversi disordini globali significa che è improbabile che vi sia un’inversione di tendenza nel breve periodo.”

Tags: Ucraina

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