La recente innovazione nel settore dell’edilizia sostenibile ha visto l’emergere di un materiale biocomposito costituito da canapa e calce, offrendo un’opzione eco-compatibile per la costruzione di abitazioni. Questo articolo esplora le proprietà, i vantaggi e le applicazioni di tale materiale nel contesto dell’edilizia moderna.

Il biocomposito di canapa e calce è ottenuto mescolando la parte legnosa dello stelo di canapa con un legante a base di calce idraulica e acqua. Questa miscela, una volta indurita, assume una consistenza simile alla pietra, mostrando eccellenti proprietà costruttive.
Un aspetto fondamentale di questo materiale è la sua capacità di ridurre significativamente le emissioni di CO2. La canapa, durante la sua crescita, cattura più CO2 dall’atmosfera di quella emessa durante la sua lavorazione. Si stima che una tonnellata di canapa secca possa trattenere fino a 325 kg di CO2. Inoltre, un muro di canapa e calce dello spessore di 300 mm può immagazzinare circa 31 kg di CO2.
Oltre alla riduzione delle emissioni di gas serra, il biocomposito offre vantaggi termici, mantenendo gli interni caldi in inverno e freschi in estate, riducendo così la necessità di sistemi di riscaldamento o raffreddamento intensivi. Al termine del suo ciclo vitale, di circa vent’anni, il materiale è completamente riciclabile, ulteriormente diminuendo l’impatto ambientale.
Le proprietà di assorbimento del vapore acqueo di questo biocomposito contribuiscono a un ambiente interno più salubre. Le pareti realizzate con questo materiale “respirano”, regolando l’umidità interna e prevenendo il deterioramento materiale. In aggiunta, il biocomposito garantisce un’eccellente isolamento acustico, resistenza al fuoco e protezione da infestazioni.
Dal punto di vista economico, le costruzioni realizzate con canapa e calce risultano vantaggiose rispetto alle case convenzionali, grazie ai minori costi di gestione e manutenzione.
Il Sud della Francia si distingue per l’uso di questo biocomposito, con edifici risalenti al periodo Merovingio che utilizzano questa tecnica. Oggi, la Francia è leader nel settore, impiegando circa 4.000 tonnellate di questo materiale all’anno. Anche nel Regno Unito, l’uso del biocomposito è in crescita, con numerosi progetti residenziali e ricerche universitarie in corso.
In Italia, l’adozione del biocomposito di canapa e calce è ancora agli albori, ma alcuni progetti pilota indicano un crescente interesse. Un esempio è una casa in canapa e calce costruita a San Posidonio (MO), dimostrando il potenziale di questo materiale nel contesto nazionale.
Il biocomposito di canapa e calce rappresenta un importante passo avanti verso un’edilizia più sostenibile e rispettosa dell’ambiente, offrendo soluzioni efficaci per la riduzione delle emissioni di CO2, miglioramento del comfort abitativo e riduzione dei costi di gestione.
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