“Io non spreco, anzi riuso” ecco la svolta culturale che viene dal web

Avete mai sentito parlare di “Swap Party”? tradotto dall’inglese, letteralmente significa “festa del baratto” o del riuso, ma in realtà è anche una tendenza culturale, uno stile di vita che predica il “non spreco” e il “riutilizzo” degli oggetti in nome della sostenibilità e di un’economia più equa e solidale.

“Io non spreco, anzi riuso” ecco la svolta culturale che viene dal web

Nati a Manhattan alla fine degli anni 70, questo genere di mercatini in cui scambiare oggetti usati e vintage, frequentati anche dalle star, oggi ricompaiono sempre più frequenti in tante città italiane. Non si tratta soltanto di luoghi dove è possibile concludere un buon affare e aggiudicarsi oggetti di cui abbiamo bisogno senza spendere soldi, ma di veri e propri luoghi di incontro, zone franche, in cui trattare di economia alternativa, sostenibilità ed ecologia.

Già perché la riscoperta di questi nuovi, anche se arcaici, modelli di mercato, è stata si accellerata dalla crisi economica che di fatto ha svuotato le tasche di tutti, ma è soprattutto grazie ad una vera e propria svolta culturale che sempre più frequentemente si parla di temi come “non spreco” e “riutilizzo” di oggetti e materiali.

Dopo 5 decenni di capitalismo sfrenato, oggi sono in molti quelli che si sono accorti che un mercato con esclusivamente il denaro al centro non è più sostenibile per la società. Un pensiero questo che ha trovato fertile terreno soprattutto in Internet,  dove sono numerossissime le community “eque e solidali” in cui si è discusso molto su modelli alternativi di economia e in cui ci si è organizzati quasi a creare un mercato parallelo della permuta e del baratto on line.

Ed è così che sono nati i primi siti di annunci di permuta e baratto, mercatini virtuali giganteschi, con vetrine infinite in cui esporre oggetti da scambiare, facendo meno uso possibile del denaro. Il meccanismo è molto semplice e ovviamente gratuito, come in un normale sito di annunci l’utente pubblica una foto dell’oggetto che vuole scambiare elencandone le caratteristiche e, invece del prezzo, indicherà una lista di oggetti che accetta come scambio. Chiaramente quando il valore degli oggetti non è lo stesso, si potrà integrare l’offerta con una parte in soldi.

Le offerte sono moltissime, e non riguardano esclusivamente oggetti, sono sempre più frequenti gli annunci di scambi di prestazioni professionali ( scambio di lezioni private ad esempio) o la proposta di permute immobiliari, addirittura ci sono anche alberghi o Bed e Breakfast che offrono soggiorni in cambio di lavori di manutenzione o giardinaggio, insomma ce n’è per tutti i gusti.


Articolo di Giuseppe Palmieri

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