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Ophiocordyceps unilateralis è un fungo parassita che attacca le formiche della foresta pluviale. È stato descritto per la prima volta nel 1859 dal naturalista Alfred Russel Wallace, ma solo negli ultimi decenni gli scienziati hanno iniziato a capire meglio come funziona il suo ciclo di vita e come infetta le formiche.
Ophiocordyceps unilateralis è stato identificato in diverse regioni della foresta pluviale, tra cui Thailandia, Brasile e Costa Rica. Il fungo si sviluppa in particolare nelle zone con una temperatura costante e alta umidità.
Come funziona il fungo delle formiche zombie?
Il fungo Ophiocordyceps unilateralis infetta le formiche attraverso le loro giunture. Dopo l’infezione, il fungo cresce all’interno dell’insetto e produce sostanze chimiche che alterano il comportamento della formica. La formica infetta viene spinta a salire su una foglia o su un ramo e ad aggrapparsi con le mandibole.
Il fungo quindi cresce attraverso la testa dell’insetto e produce una massa di spore che cadono al suolo e infettano altre formiche.
Gli scienziati hanno utilizzato diverse tecniche per studiare Ophiocordyceps unilateralis, tra cui l’osservazione diretta delle formiche infette e l’analisi del DNA del fungo. Inoltre, è stata utilizzata la microscopia elettronica per studiare i dettagli della struttura del fungo e la sua interazione con le cellule della formica.
Quali sono gli effetti del fungo sulle formiche?
Le formiche infette dal fungo Ophiocordyceps unilateralis camminano in modo casuale e diventano incapaci di tornare al formicaio. In seguito, il fungo cresce attraverso la testa dell’insetto, uccidendolo.
Questo processo può durare diversi giorni, durante i quali la formica diventa un “zombie” controllato dal fungo.
Il fungo delle formiche zombie può avere un impatto significativo sull’ecosistema della foresta pluviale poiché le formiche svolgono un ruolo fondamentale nella catena alimentare e nella dispersione dei semi. L’infezione da parte del fungo può influenzare negativamente la popolazione di formiche e quindi alterare l’equilibrio dell’intero ecosistema.

Quali sono le specie di formiche colpite dal fungo?
Il fungo delle formiche zombie attacca principalmente le formiche della foresta pluviale delle specie Camponotus leonardi e Camponotus rufipes. Tuttavia, sono state segnalate anche infezioni su altre specie di formiche.
Come le formiche combattono il fungo delle formiche zombie
Le formiche sono note per la loro abilità di difendersi dalle infezioni fungine e questo è stato dimostrato anche in presenza del fungo delle formiche zombie. Grazie ad un fungo iperparassitico, le formiche riescono a combattere l’infezione del fungo delle formiche zombie, che attacca il cervello delle formiche e le costringe a morire in una fossa comune nelle vicinanze della colonia di formiche, dove le spore del fungo infettano le formiche sane.
La ricerca, finanziata dal progetto ANT FUNGI EP, ha dimostrato che il fungo iperparassitico è in grado di castrare efficacemente il fungo delle formiche zombie, impedendogli di diffondere le sue spore. Questo modello è stato sviluppato per mostrare dettagli sconosciuti delle interazioni tra le formiche infettate da funghi e il fungo delle formiche zombie infettato da parassiti.
Il comportamento difensivo delle formiche è stato dimostrato in studi precedenti, ma questa ricerca ha rivelato l’effetto aggiunto delle azioni di castrazione dei funghi iperparassiti, che limitano significativamente la diffusione del fungo delle formiche zombie. Inoltre, solo il 6,5% degli organi che producono spore nel fungo delle formiche zombie sono funzionanti.
La ricerca indica che il pericolo per la colonia di formiche è molto più piccolo di quanto possa suggerire la densità di cadaveri di formiche zombie nel cimitero.
Tuttavia, è importante studiare gli insetti sociali in condizioni naturali per comprendere la complessa interazione tra le colonie di formiche, i parassiti che manipolano il loro cervello e altri funghi capaci di prestare assistenza alla colonia. Il team sta lavorando per rafforzare i propri sforzi e continuare a studiare questi fenomeni affascinanti nel loro habitat naturale.
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