L’amore, quel dolce tormento che ha ispirato poeti e musicisti per secoli, ora sembra che abbia finalmente lasciato un segno tangibile, anzi, chimico. Ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder hanno scoperto che la dopamina, la molecola già nota per il suo ruolo nei piaceri colpevoli come dolci e droghe, è anche la stella di questa romantica saga chimica.

La ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Current Biology, si è concentrata sulle arvicole delle praterie, sorprendentemente simili a noi umani per quanto riguarda i legami affettivi. Gli scienziati, guidati dalla dott.ssa Anne Pierce, hanno usato sensori in fibra ottica per osservare l’attività del nucleo accumbens, un’area del cervello che si accende sia nelle arvicole che negli umani durante i momenti di intimità con il partner.
Il ruolo della dopamina
Il loro studio ha rivelato che la dopamina inonda il cervello di questi roditori quando superano ostacoli per raggiungere il loro partner o semplicemente annusandosi a vicenda. Ma ecco il colpo di scena: quando le arvicole vengono separate per un periodo prolungato, il loro cervello sembra “resettarsi”, riducendo drasticamente il livello di dopamina legato al partner precedente, permettendo così la formazione di nuovi legami.
Questa scoperta non è solo affascinante per chi ama le storie di cuori infranti e poi ricomposti, ma potrebbe anche avere importanti implicazioni per la comprensione delle dinamiche relazionali umane, specialmente in termini di superamento di rotture dolorose e formazione di nuovi legami affettivi.
Sembra che il nostro cervello sia equipaggiato con un vero e proprio pulsante di reset amoroso, un meccanismo chimico che ci aiuta a superare le delusioni amorose e a ripartire. Chi l’avrebbe detto? La prossima volta che ti sentirai giù per un cuore spezzato, ricorda: è solo questione di chimica, e la scienza è già sul caso.
Dopotutto, come diceva un famoso scienziato, “l’amore è come il pi greco: naturale, irrazionale e molto importante“.
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