Il 30% delle acque in mare aperto diventerà area protetta entro il 2030

Un nuovo trattato dell’ONU mira a tutelare la biodiversità marina e a contrastare l’inquinamento, la pesca eccessiva e il traffico navale attraverso politiche e iniziative di protezione delle aree marine. I paesi membri dell’ONU si impegneranno a proteggere il 30% delle acque internazionali in mare aperto entro il 2030, attraverso la creazione di aree protette e l’attuazione di politiche e iniziative specifiche.

Il 30% delle acque in mare aperto diventerà area protetta entro il 2030
Foto di wanzi989813 da Pixabay

I paesi membri dell’ONU hanno raggiunto un accordo internazionale per la protezione degli oceani dopo oltre dieci anni di negoziazioni. Questo nuovo trattato è particolarmente importante poiché il cambiamento climatico, la pesca eccessiva, il traffico navale e l’inquinamento hanno reso le specie marine sempre più vulnerabili. L’obiettivo del trattato è quello di proteggere il 30% delle acque internazionali in mare aperto entro il 2030, attraverso la creazione di aree protette e l’attuazione di politiche e iniziative specifiche.

Le aree protette stabilite dal nuovo accordo prevedono limiti alla pesca, alle zone di transito delle navi e alle attività di esplorazione, come l’estrazione dei minerali dai fondali oceanici. L’accordo prevede anche l’istituzione di una conferenza (COP) che si riunirà periodicamente per discutere delle questioni pertinenti.

Tutti i paesi potranno beneficiare in maniera equa dei materiali genetici di piante e animali marini

Una delle principali questioni in discussione riguardava lo sfruttamento del materiale genetico di piante e animali marini, che può essere utile per la produzione di farmaci, cibo e processi industriali. L’accordo mira a garantire che tutti i paesi possano beneficiare in maniera equa degli accordi.

L’Unione europea si è impegnata a investire 40 milioni di euro affinché l’accordo venga ratificato e applicato dai paesi aderenti in tempi brevi. L’obiettivo dell’accordo è anche quello di rispettare gli obiettivi dell’accordo raggiunto lo scorso dicembre alla COP15 sulla biodiversità, che prevede la protezione del 30% di tutte le aree terrestri e marine entro il 2030.

Questo nuovo trattato internazionale per la protezione degli oceani è il più recente accordo internazionale relativo a questo tema, a distanza di oltre quarant’anni dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982. Il trattato servirà a proteggere le specie marine e a mantenere l’equilibrio degli ecosistemi oceanici, garantendo allo stesso tempo lo sviluppo sostenibile delle attività umane.



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