Curiosità in pillole 💊

Se un koala decidesse di commettere un crimine, gli investigatori avrebbero seri problemi. Questi marsupiali australiani possiedono impronte digitali così simili a quelle umane che anche un detective esperto faticherebbe a distinguerle sulla scena del crimine. Un caso di evoluzione convergente talmente preciso da sembrare plagio biologico. Forse dovremmo iniziare a controllare gli alibi dei koala nei casi irrisolti.

Evoluzione convergente e dermatoglifi marsupiali

I koala (Phascolarctos cinereus) sono tra i pochissimi mammiferi non primati a possedere impronte digitali, insieme a pochi altri come alcuni primati e curiosamente i canguri arboricoli. Le loro impronte presentano creste dermatoglifiche (le linee che formano i pattern) pressoché identiche a quelle umane: spirali, archi e loop praticamente indistinguibili. Questa somiglianza è frutto di evoluzione convergente: koala e umani hanno sviluppato indipendentemente la stessa soluzione per migliorare la presa su superfici lisce. Per i koala, servono ad arrampicarsi sugli eucalipti scivolosi; per noi, a manipolare oggetti con precisione. Le impronte aumentano l’attrito e migliorano la sensibilità tattile, vantaggi così importanti che l’evoluzione li ha “inventati” due volte. Dal punto di vista forense, un koala potrebbe teoricamente contaminare una scena del crimine lasciando impronte compatibili con quelle umane. Fortunatamente, il loro alibi è solitamente “dormivo 20 ore su un eucalipto”, il che li esclude dalla maggior parte delle indagini.



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