Foto post-mortem: la moda inquietante del XIX secolo

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Instagram appena nato? Macché, l’800 preferiva foto davvero “eternamente virali”. Le post-mortem erano l’ultima moda macabra, dove i bambini non ridevano mai e i vivi fingevano che tutto andasse bene.

Fotografia post-mortem, analisi storica e scientifica

L’usanza delle “post-mortem” colpì l’Europa e l’America a metà dell’Ottocento: i soggetti, spesso bambini deceduti, venivano fotografati in pose che imitavano la vita, spesso sorretti da speciali supporti. La tecnologia fotografica dell’epoca permetteva tempi di esposizione lunghi, facilitando la fissità del soggetto. Gli storici della fotografia sottolineano il valore documentaristico e il tentativo di esorcizzare il lutto attraverso il medium tecnologico. La medicina dell’epoca discuteva rischi batteriologici e igiene, ma la priorità era sociale e commemorativa. Le foto post-mortem rappresentano l’apice della selfie mania pre-Instagram: bizzarre, inquietanti, eppure affascinanti per chi studia il rapporto tra morte e iconografia.



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