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⚡ Risposta in Breve
L'Unione Europea intende sottoporre a parziale revisione la normativa sull'assenzio, concentrandosi in particolare su quale bevanda possa essere legalmente commercializzata con questo nome.
| Punti Chiave |
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| La proposta prevede un limite di tujone tra i 5 e i 35 mg per kg per definire una bevanda come assenzio. |
| La Germania spinge per includere anche bevande senza tujone per ridurre i rischi per la salute, mentre la Francia si oppone. |
| La Svizzera vuole rivendicare l'assenzio come specialità geografica per ottenerne l'esclusiva di produzione. |
| Il dibattito europeo coinvolge anche la definizione e il controllo del contenuto di tujone, la sostanza associata agli effetti della bevanda. |
L’Unione Europea vuole regolamentare l’assenzio
L’assenzio il distillato ad alta gradazione alcolica, che è stato protagonista della vita degli artisti fin dall’ottocento, con personaggi quali Oscar Wilde e Charles Baudelaire che ne erano grandi consumatori, ispirando dipinti di Picasso (‘La bevitrice di assenzio‘) e Degas (‘L’assenzio’).
Giudicato spesso più vicino ad una droga che all’alcol, per i suoi pesanti effetti, l’assenzio è stato vietato o legalizzato a ondate alterne nei diversi paesi. In Italia era stato vietato nel 1931 ma era poi stato di fatto legalizzato nel 1992 (sulla base di una Direttiva Europea che toglieva il divieto generale e lasciava ai singoli stati la regolamentazione). Negli USA di fatto è vietato, mentre in Spagna e Portogallo il commercio e la produzione non hanno mai avuto limitazioni. In Svizzera la proibizione dell’assenzio era addirittura scritta nella costituzione del 1907.
Adesso l’Unione Europea vuole sottoporre a parziale revisione questa normativa: in particolare il nocciolo della questione è che cosa si può chiamare “assenzio” ed essere commercializzato secondo questo nome.
Ad essere oggetto di discussione è in particolare il contenuto di tujone, la sostanza che aveva spinto a vietare la commercializzazione dell’assenzio in quanto secondo alcuni studi (messi in dubbio da altri studiosi) avrebbe effetti simili al THC presente nella cannabis.
La proposta è che per chiamarsi assenzio una bevanda dovrebbe contenere tra i 5 e i 35 mg di tujone per kg. Ma la Germania spinge perché possano essere chiamate assenzio anche le bevande senza tujone, per ridurre i rischi alla salute.
I Francesi al contrario sostengono che il problema non deve essere confuso: se si ritiene che l’assenzio faccia male, allora la soluzione non può essere chiamare assenzio anche qualcosa che non lo è.
A questo dibattito si aggiungono gli Svizzeri, che dopo avere da pochissimi anni legalizzato nuovamente l’assenzio, ora vorrebbero rivendicarlo come specialità geografica (dato che inizialmente sarebbe nato proprio in Svizzera) e averne l’esclusiva della produzione.
Domande Frequenti (FAQ)
❓ Che cos'è il tujone e perché è al centro della regolamentazione sull'assenzio?
Il tujone è la sostanza contenuta nell'assenzio ritenuta da alcuni studi responsabile di effetti simili al THC della cannabis. La discussione riguarda la quantità necessaria di questa sostanza affinché una bevanda possa essere legalmente denominata e commercializzata come assenzio.
❓ Quali sono i limiti di tujone proposti per definire una bevanda come assenzio?
La proposta prevede che una bevanda debba contenere tra i 5 e i 35 mg di tujone per kg per poter essere chiamata assenzio.
❓ Qual è la posizione della Germania e della Francia sulla regolamentazione dell'assenzio?
La Germania spinge per permettere l'uso del nome assenzio anche per bevande prive di tujone al fine di ridurre i rischi per la salute. La Francia si oppone, sostenendo che non si possa chiamare assenzio un prodotto che non possiede le sue caratteristiche originali.
❓ Perché la Svizzera vuole l'esclusiva sulla produzione dell'assenzio?
La Svizzera vuole rivendicare l'assenzio come specialità geografica per ottenerne l'esclusiva di produzione, in quanto la bevanda sarebbe originariamente nata sul suo territorio.
❓ Quando è stato legalizzato nuovamente l'assenzio in Italia?
Dopo essere stato vietato nel 1931, l'assenzio è stato di fatto legalizzato nuovamente in Italia nel 1992, recependo una direttiva europea che ha rimosso il divieto generale.
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