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Gli scienziati russi a breve tenteranno la clonazione di un Mammut.
L’esperimento sarà avviato nei primi mesi del 2015.

Gli esperti intendono far rivivere gli antichi abitanti della Terra dai resti ben conservati di un animale. Essi sono stati scoperti nel permafrost delle Isole della Nuova Siberia un anno e mezzo fa.
Il passo più importante della clonazione è la ricerca di cellule viventi. Fino ad oggi, pur in presenza di numerosi resti, non ne sono state trovate. Tuttavia, con i mammut delle isole siberiane si danno delle speranze agli scienziati. I resti dell’animale si presentavano in condizioni ideali di sepoltura: il mammut è caduto in un pozzo d’acqua che lo ha congelato per non scongelarlo mai. La carne è di colore rosso e contiene il sangue che si è accumulato e conservato nel vuoto di ghiaccio, ha spiegato a “La Voce della Russia”, il direttore del Museo del mammut dell’Università federale Nord Orientale Semyon Grigoriev. Tuttavia, secondo lo scienziato, non si prevedono risultati in breve tempo:
Nel prossimo futuro non occorre attendere che dei mammut correranno sull’Artico. Se troveremo una cellula vivente, si porrà il problema successivo come, ad esempio, la compatibilità del DNA del mammut con l’elefante indiano. Molto probabilmente, sono rappresentanti di diversi generi. In questo caso, la clonazione non è possibile.
I partner dei russi per questo esperimento davvero unico sono gli scienziati della Corea del Sud, i quali hanno una vasta esperienza nella clonazione di animali domestici, soprattutto cani. E nel 2011 hanno creato un clone di lupo e coyote. In Siberia, pochi giorni fa, inizierà il laboratorio congiunto: con attrezzature all’avanguardia assegnate all’Università Federale del Nord Est e con l’attrezzatura fornita dalla parte coreana. Coreani e russi non vogliono far rivivere la popolazione dei mammut siberiani. Per questo occorre clonare almeno 30 animali, il che però non è realistico. Se sarà possibile ricrearne almeno uno, sarà un successo enorme e sensazionale, dice Semyon Grigoriev:
È solo un esperimento che può riuscire o meno. L’iniziativa è partita dai coreani. Noi li aiutiamo in virtù della nostra capacità. È bene che abbiamo il miglior materiale che sia mai stato individuato. Riponiamo grandi speranze su di esso.
Secondo lo specialista, il mammut delle isole siberiane possiede la miglior conservazione di tessuti molli in 200 anni di studio di questi animali.
Il contenuto di questo articolo è stato pubblicato su italian.ruvr.ru
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