Exisulind: un farmaco antitumorale per la CCM non viene più prodotto dalle case farmaceutiche

⚡ Risposta in Breve

L'Exisulind non viene più prodotto dalle case farmaceutiche perché è stato giudicato economicamente poco redditizio rispetto ad altri farmaci simili, bloccando così la ricerca per la cura della malformazione cavernosa cerebrale (CCM).

Punti Chiave
L'Exisulind si è rivelato il farmaco più attivo nelle sperimentazioni precliniche sui topi per la cura della CCM.
La produzione è stata interrotta poiché le case farmaceutiche hanno preferito altri composti come il Sulindac per uso antitumorale.
Le ricerche dell'IFOM sono bloccate alla fase preclinica e non possono passare alla sperimentazione umana.
I tentativi di reperire il farmaco sul mercato estero o di sintetizzarlo autonomamente sono falliti a causa dei costi elevati.

Un vecchio antitumorale ha dato buoni risultati in fase sperimentale per la cura della Ccm, ma ora improvvisamente tutto si è fermato, perché il farmaco non è più in commercio.

C’è una malattia, che colpisce centinaia di migliaia di persone nel mondo. C’è un farmaco, che in fase preclinica si è rivelato potenzialmente positivo per la cura di questa malattia. E c’è un gruppo di ricercatori che non vedono l’ora di proseguire le loro ricerche. Quello che manca però è proprio lui, Exisulind, che da qualche tempo non viene più prodotto da alcuna casa farmaceutica.

malformazioni-cavernose-cerebrali-(CCM)

La malattia in questione è la malformazione cavernosa celebrale (Ccm) che colpisce una persona ogni duecento, e che si manifesta come lesioni vascolari nel cervello, caratterizzate da agglomerati di capillari sanguigni molto ingrossati simili a grossi lamponi, che possono arrivare a esercitare forti pressioni che potrebbero portare a patologie gravi come attacchi epilettici, emorragie cerebrali o ictus. Per le persone affette da questa malattia la strada che normalmente si segue è la chirurgia, ma non tutti i pazienti possono sottoporsi a questo tipo di interventi di neurochirurgia e per questo la medicina ha cercato negli anni delle vie alternative.

A portare dei risultati promettenti in questo senso è stato proprio Exisulind, un derivato del Sulindac, che fino ad oggi era stato utilizzato come farmaco per altri tipi di patologie, nello specifico come antitumorale. “Questo farmaco – ci racconta Elisabetta Dejana, responsabile dell’Unità di Biologia vascolare dell’IFOM – veniva usato da tempo come antitumorale per varie forme di cancro. A un certo punto però ci si è resi conto che come antitumorale non vi erano forti differenze tra lui il Sulindac, e si è smesso di produrlo.” Nel frattempo però questo farmaco veniva sperimentato anche su altre patologie, come appunto la CCM, per il cui trattamento questo neo farmaco orfano cominciava ad assumere un ruolo strategico. A quanto sembra infatti, tra tutti i farmaci che sono stati testati sperimentalmente sui topi che riproducono le caratteristiche patologiche della CCM, Exisulind si è rivelato in assoluto il più attivo, e nemmeno Sulindac da cui deriva ha dimostrato la stessa efficacia, a causa delle potenziali emorragie a cui può dar vita.

“La situazione è disperata e le nostre ricerche sono bloccate” prosegue Dejana. Gli studi che si stanno conducendo presso l’IFOM infatti sono fermi alla fase preclinica, cioè alla sperimentazione animale in laboratorio; manca invece ancora la parte più significativa all’interno dello studio della validità di un farmaco: la sperimentazione su pazienti umani. “Abbiamo cercato nel mercato cinese, in quello giapponese, provato a sintetizzare il farmaco autonomamente, ma dati i costi elevati che un’operazione come questa comporta, nemmeno quest’ultima strada si è rivelata possibile” continua la Dejana. “Ci troviamo quindi in una situazione delicatissima: da un lato riceviamo molte email che ci inviano gli stessi pazienti che non possono affrontare la chirurgia e al tempo stesso sebbene ci siano tutte le condizioni per andare avanti, siamo nell’impossibilità di proseguire in una ricerca che ha dato finora dei buoni risultati. E questo solo perché il farmaco è stato messo fuori mercato perché ad oggi economicamente poco redditizio”.

Il contenuto di questo articolo è stato pubblicato su wired.it

Domande Frequenti (FAQ)

❓ Che cos'è la malformazione cavernosa cerebrale (CCM) e quali complicazioni può causare?

La malformazione cavernosa cerebrale (CCM) è una malattia caratterizzata da lesioni vascolari nel cervello formate da agglomerati di capillari sanguigni ingrossati. Può esercitare forti pressioni nel cervello portando a patologie gravi come attacchi epilettici, emorragie cerebrali o ictus.

❓ Qual è la cura principale per la malformazione cavernosa cerebrale?

La strada principale per il trattamento della CCM è la chirurgia, sebbene non tutti i pazienti possano sottoporsi a interventi di neurochirurgia.

❓ Cos'è l'Exisulind e quale efficacia ha dimostrato contro la CCM?

L'Exisulind è un derivato del Sulindac precedentemente impiegato come farmaco antitumorale. Nelle sperimentazioni precliniche condotte su animali, si è rivelato il farmaco più attivo in assoluto per il trattamento della CCM.

❓ Perché le ricerche sull'uso dell'Exisulind per la CCM si sono interrotte?

La ricerca è bloccata alla fase preclinica perché l'Exisulind è stato ritirato dal mercato e non viene più prodotto da alcuna casa farmaceutica, in quanto considerato poco redditizio dal punto di vista economico.



Scopri la sezione Curiosità dal mondo per ulteriori contenuti di approfondimento, naviga tra le righe e soddisfa la tua curiosità.

brucofalla

brucofalla

Brucofalla è un sito web di notizie curiose, stranezze e aneddoti provenienti dal mondo con un approccio ironico e critico. L’obiettivo principale è stimolare la curiosità dei lettori e invitarli a esplorare il mondo con una prospettiva diversa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

scorrere fino in cima