Le creme staminali sono una costosa bugia.

Curiosità in pillole 💊

Nel dorato e spietato mondo della cosmetica, c’è un’ingrediente che suona più magico di altri: le cellule staminali. Vendute come la fonte dell’eterna giovinezza, la promessa di una pelle liscia e senza tempo, queste creme riempiono gli scaffali con prezzi da capogiro e packaging fantascientifici. C’è solo un piccolo, insignificante problema: sono una colossale, scientificamente provata, bugia. O, per essere più precisi, un capolavoro di marketing basato su un’incomprensione fondamentale della biologia. L’idea di applicare cellule staminali sulla pelle per rigenerarla è affascinante. Peccato che sia impossibile. Per prima cosa, le cellule staminali, per essere funzionali, devono essere vive. E indovinate un po’? Nessuna cellula può sopravvivere per mesi in un barattolo di crema, immersa in conservanti e profumi. Quelle che vi spalmate sul viso sono, nella migliore delle ipotesi, cellule morte. Un cimitero cellulare a caro prezzo. In secondo luogo, e qui la cosa si fa quasi comica, la maggior parte di queste creme utilizza cellule staminali vegetali (spesso da mele svizzere o uva). Ora, a meno che non aspiriate a trasformarvi in un albero, le cellule staminali di una mela non hanno assolutamente nulla da dire alle cellule della vostra pelle. Non parlano la stessa lingua biologica, non hanno i recettori per comunicare. È come cercare di aggiornare il vostro smartphone usando il caricabatterie di un tostapane. Certo, gli estratti vegetali possono contenere antiossidanti e altre sostanze benefiche, ma questo non ha nulla a che fare con la “rigenerazione staminale”. L’industria cosmetica ha preso un concetto scientifico serio e lo ha trasformato in uno slogan vuoto, contando sull’effetto “wow” del termine “staminale”. E a giudicare dai prezzi, la strategia funziona a meraviglia. Quindi, la prossima volta che vedete una crema miracolosa alle staminali, ricordatevi che state pagando una fortuna per spalmarvi sul viso un estratto di mela con una bella storia intorno.

L’Impossibilità Biologica delle Creme a Base di Cellule Staminali

L’utilizzo del termine “cellule staminali” nel marketing dei prodotti cosmetici anti-invecchiamento è un esempio emblematico di pseudoscienza applicata al settore della bellezza. La promessa di rigenerazione cutanea attraverso l’applicazione topica di queste cellule si scontra con principi biologici fondamentali che ne rendono l’efficacia nulla. Il primo ostacolo è la sopravvivenza cellulare. Le cellule staminali, come tutte le cellule, sono strutture biologiche delicate che richiedono condizioni di coltura estremamente specifiche e controllate per rimanere vitali: un terreno di coltura con nutrienti, una temperatura stabile e un ambiente sterile. È biologicamente impossibile che cellule vive possano sopravvivere in una formulazione cosmetica, che contiene conservanti, emulsionanti, profumi e viene conservata a temperatura ambiente per mesi o anni. Le cellule presenti in tali prodotti sono quindi inevitabilmente morte o lisate (cioè con la membrana cellulare rotta). Di conseguenza, si stanno applicando sulla pelle dei detriti cellulari, non delle cellule funzionali. Il secondo problema, ancora più dirimente, riguarda l’origine delle cellule. La quasi totalità delle creme in commercio utilizza estratti di cellule staminali vegetali, ottenute da piante come la mela Uttwiler Spätlauber o l’uva. Le cellule vegetali e quelle umane sono fondamentalmente incompatibili a livello di comunicazione intercellulare. Le cellule comunicano attraverso segnali chimici (come i fattori di crescita) che si legano a specifici recettori sulla superficie di altre cellule. I recettori delle cellule umane non sono in grado di riconoscere e interpretare i segnali provenienti da cellule vegetali. Non esiste alcun meccanismo biologico attraverso cui una cellula staminale di mela possa “istruire” una cellula staminale epidermica umana a rigenerarsi. L’effetto benefico di questi prodotti, se presente, non deriva dall’azione “staminale”, ma dalle proprietà degli estratti vegetali in cui le cellule erano contenute. Questi estratti possono essere ricchi di composti antiossidanti, come polifenoli e flavonoidi, che aiutano a proteggere la pelle dai danni dei radicali liberi. Tuttavia, questo è un meccanismo biochimico ben noto e non ha nulla a che fare con la rigenerazione cellulare mediata da cellule staminali. La commercializzazione di questi prodotti sfrutta il prestigio scientifico del termine “cellula staminale”, inducendo il consumatore a credere in un’efficacia rigenerativa che non ha alcuna base scientifica.



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