⚡ Risposta in Breve
La diffusione della pornografia online ha raggiunto numeri elevati sin dagli anni Novanta, comportando gravi conseguenze psicologiche e sessuali sia per gli adulti che per i minori. Tra i rischi principali vi sono dipendenze, patologie della reazione sessuale, perdita di memoria e pericoli concreti per i bambini che vi entrano in contatto prematuramente.
| Punti Chiave |
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| L'età media del primo contatto con la pornografia si attesta agli 11 anni. |
| L'uso eccessivo provoca patologie come anoressia sessuale, turbe dell'orgasmo e disfunzione erettile nel 25% dei casi. |
| La visione di siti pornografici mette a rischio di perdita di memoria a breve termine e impatta negativamente sulla vita quotidiana e lavorativa. |
| Per proteggere i minori è opportuno monitorare l'attività online posizionando il computer in una stanza frequentata e usando software di protezione. |
La pornografia è stata distribuita on line sin dagli anni Ottanta ma è con lo sviluppo della Rete degli anni Novanta che il numero di siti con contenuti pornografici è cresciuto in maniera esponenziale.

Un numero che già nel 2010 aveva raggiunto il numero impressionante di 24 milioni, ovvero il 12% dei siti web presenti nella Rete. Impressionanti anche i dati sull’utilizzo. Ogni secondo, oltre 28 mila persone visitano siti pornografici spendendo complessivamente più di 3 mila dollari. Inoltre, ogni mese il 70% degli uomini tra i 18 e i 24 anni visita abitualmente siti pornografici. Infine, per completare il quadro di genere degli utilizzatori abituali, uno su tre è donna.
Dati agghiaccianti sono quelli che emergono dal rapporto tra pornografia e infanzia. L’età media del primo contatto con materiale per soli adulti si attesta agli 11 anni. Se non bastasse, ogni giorno, oltre 116 mila ricerche on line si riferiscono a richieste di contenuti pedo-pornografici.
Ovviamente la pornografia, sia on line che off line, ha delle conseguenze abbastanza serie sia nei giovani che negli adulti. In un articolo pubblicato su Libero lo scorso novembre si commenta uno studio del professore Carlo Foresta, docente di Endocrinologia dell’Università di Padova, che “ha analizzato le conseguenze della dipendenza dalla pornografia on line confrontando le abitudini di 2.000 adulti di età compresa tra i 20 e 35 con quelle di circa 2.000 giovani diciottenni.”
Una di queste, l’anoressia sessuale, viene descritta come “un fenomeno allarmante, che non è privo di conseguenze per la salute degli adolescenti: nei giovani, spiegano gli esperti, la frequentazione dei siti pornografici comporta una riduzione della ricerca della sessualità reale e un importante attività di auto erotismo che in alcuni casi assume caratteristiche patologiche. Sia nei giovani che negli adulti l’eccessivo ricorso alla sessualità multimediale provoca, rispetto ai non fruitori, patologie della reazione sessuale nel 25% dei casi che si manifestano con anoressia sessuale, turbe dell’orgasmo, disfunzione erettile.”
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Domande Frequenti (FAQ)
❓ Qual è l'età media del primo contatto con il materiale pornografico?
L'età media del primo contatto con materiale per soli adulti si attesta agli 11 anni.
❓ Quali sono i rischi e le patologie sessuali legati all'uso eccessivo della pornografia online?
L'eccessivo ricorso alla pornografia multimediale provoca patologie della reazione sessuale nel 25% dei casi, manifestandosi con anoressia sessuale, turbe dell'orgasmo e disfunzione erettile, oltre a ridurre nei giovani la ricerca della sessualità reale.
❓ In che modo la fruizione di contenuti pornografici può influire sulla memoria?
Visitare siti web con immagini e video pornografici mette le persone a rischio di soffrire di perdita di memoria a breve termine, con un impatto negativo sulla vita lavorativa e di tutti i giorni.
❓ Quali accorgimenti possono adottare i genitori per monitorare l'attività online dei figli?
Per monitorare l'attività online dei figli è possibile posizionare il computer di casa in una stanza generalmente frequentata come il salotto e installare sul pc specifici software di protezione.
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