Pornografia e Internet: diffusione, rapporto tra pornografia e infanzia e conseguenze

La pornografia è stata distribuita on line sin dagli anni Ottanta ma è con lo sviluppo della Rete degli anni Novanta che il numero di siti con contenuti pornografici è cresciuto in maniera esponenziale.

Pornografia Internet
Un numero che già nel 2010 aveva raggiunto il numero impressionante di 24 milioni, ovvero il 12% dei siti web presenti nella Rete. Impressionanti anche i dati sull’utilizzo. Ogni secondo, oltre 28 mila persone visitano siti pornografici spendendo complessivamente più di 3 mila dollari. Inoltre, ogni mese il 70% degli uomini tra i 18 e i 24 anni visita abitualmente siti pornografici. Infine, per completare il quadro di genere degli utilizzatori abituali, uno su tre è donna.
Dati agghiaccianti sono quelli che emergono dal rapporto tra pornografia e infanzia. L’età media del primo contatto con materiale per soli adulti si attesta agli 11 anni. Se non bastasse, ogni giorno, oltre 116 mila ricerche on line si riferiscono a richieste di contenuti pedo-pornografici.
Ovviamente la pornografia, sia on line che off line, ha delle conseguenze abbastanza serie sia nei giovani che negli adulti. In un articolo pubblicato su Libero lo scorso novembre si commenta uno studio del professore Carlo Foresta, docente di Endocrinologia dell’Università di Padova, che “ha analizzato le conseguenze della dipendenza dalla pornografia on line confrontando le abitudini di 2.000 adulti di età compresa tra i 20 e 35 con quelle di circa 2.000 giovani diciottenni.”
Una di queste, l’anoressia sessuale, viene descritta come “un fenomeno allarmante, che non è privo di conseguenze per la salute degli adolescenti: nei giovani, spiegano gli esperti, la frequentazione dei siti pornografici comporta una riduzione della ricerca della sessualità reale e un importante attività di auto erotismo che in alcuni casi assume caratteristiche patologiche. Sia nei giovani che negli adulti l’eccessivo ricorso alla sessualità multimediale provoca, rispetto ai non fruitori, patologie della reazione sessuale nel 25% dei casi che si manifestano con anoressia sessuale, turbe dell’orgasmo, disfunzione erettile.”

Un articolo su La Stampa riporta i risultati di una ricerca dell’Università di Duisburg-Essen secondo la quale emergerebbe che “visitare siti web con immagini e video pornografici mette le persone a rischio di soffrire di perdita di memoria a breve termine, e ha un impatto negativo sulla vita di tutti i giorni e quella lavorativa.”
Le ricerche e i rapporti sulle conseguenze della pornografia sono numerose e facilmente reperibili on line.
Infine, la pornografia su Internet rappresenta un vero e proprio pericolo per i minori, adolescenti e bambini. Per questi, infatti, ai danni emotivi e psicologici causati dall’esposizione accidentale o meno a materiale pornografico, si aggiungono i pericoli reali di adescamento e sfruttamento da parte di veri e propri predatori, maniaci e pedofili.
Per salvaguardare i nostri figli e sentirci, come genitori, più tranquilli, la cosa migliore da fare è sempre quella di cercare di monitorare la loro attività on line. A tal fine esistono diversi accorgimenti che si possono prendere che vanno dal posizionare il computer di casa in una stanza generalmente frequentata come il salotto, fino all’installazione sul pc di software di protezione specifici. La Polizia di Stato, inoltre, ha pubblicato sulle sue pagine virtuali consigli mirati per i genitori, per i più piccoli e per i ragazzi.
In sintesi, se abbiamo a cuore il nostro equilibrio emotivo, il successo dei nostri rapporti familiari e di coppia, nonché il bene dei nostri figli, teniamo la pornografia fuori dalle nostre case!
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