L’Italia si conferma fanalino di coda nella classifica dei paesi più democratici dell’Eurozona.

[Video Farage]: rischio di violente rivoluzioni. A partire dal 2008, la democrazia è regredita in 15 delle 17 economie che fanno parte dell’Eurozona. E’ quanto risulta dal democracy index, stilato dall’Economist Intelligence Unit.

Democrazia in Europa

In particolare, l’indice che si riferisce all’Italia, si attesta a 7,74 punti; quello della Grecia è calato a 7,65 punti. L’Italia si conferma fanalino di coda nella classifica dei paesi più democratici dell’Eurozona, seguita per l’appunto dalla Grecia, dall’Estonia, dalla Slovacchia e da Cipro.
I paesi più democratici si confermano; al primo posto la Finlandia; seguono l’Olanda, il Lussemburgo, l’Austria, l’Irlanda e la Germania.
L’Italia è superata anche dalla Spagna, che gode di un punteggio di 8,02.
Come fa notare Niraj Shah, di Bloomberg Brief, a far calare l’indice in Grecia tra il 2008 e il 2012 è stata una politica economica influenzata – o meglio dettata – in modo crescente dalla Banca centrale europea, dall’ Unione europea e dal Fondo Monetario Internazionale. E un simile destino è stato riservato all’Italia e ad altri paesi sudeuropei.
L’indice viene compilato tenendo conto 60 indicatori di cinque categorie, che includono le libertà civili, la partecipazione politica e la cultura.
Nigel Farage, deputato euroscettico, aveva più volte avvertito che la perdita di democrazia avrebbe portato a una “rivoluzione violenta”.

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