Fame chimica, perchè la cannabis stimola in modo eccessivo l’appetito?

Fame chimica, perchè avviene? Come fa il tetraidrocannabinolo (THC) a stimolare l’appetito?

Dopo aver fumato marijuana uno degli effetti più universalmente riconosciuti sono l’aumento inesorabile dell’appetito, la cosidetta “ Fame Chimica ”.

 

fame chimica

Su Nature Neuroscience è stata pubblicata una ricerca che cerca di dare una risposta soddisfacente al quesito sulla fame chimica, tale ricerca è stata condotta da un gruppo di neuroscienziati europei di Bordeaux.

I recettori del sistema endocannabinoide del nostro cervello coinvolti, aiutano a controllare la sensibilità al dolore, l’appetito e le emozioni. Il motivo per cui si è spinti a mangiare notevolmente e quindi attivare la “ fame chimica ” è perché il senso dell’olfatto e del gusto sono potenziati dalla sostanza.

Gli esperimenti sono stati condotti sui topi, in cui il THC stimolava notevolmente i vari recettori, aumentando in modo sostanzioso la loro capacità di annusare e di conseguenza di spingerli a consumare più cibo, attivando così la cosidetta “fame chimica” anche nei topi. Confrontati con altri topi a cui non era stata somministrata alcuna sostanza si videro le notevoli differenze nella quantità di tempo utilizzato per annusare il cibo e dal consumo sconsiderato del mangime quando ne avevavi l’opportunità.

La cannabis quindi produce questo effetto della “ fame chimica ” grazie alla manipolazione degli stessi percorsi che il nostro cervello utilizza normalmente per regolare i sensi. Il THC ad esempio imita le sensazioni che proviamo quando siamo a digiuno stimolando appunto la fame.

Uno degli ultimi esperimenti realizzati dai neuroscienziati di Bordeaux, consisteva nel far digiunare i topi per 24 ore scoprendo che questo faceva alzare i livelli di cannabinoidi naturali nel lobo olfattivo e ada vere più fame rispetto agli altri.

I topi a cui mancavano i recettori di cannabinoidi invece, anche dopo il digiuno imposto, non avevano appetito sostenuto né un olfatto sviluppato. Per i pazienti inappententi sottoposti a chemioterapia, questo potrebbe essere uno degli usi terapeutici della cannabis oppure aprire la strada a terapie anti-obesità che tramite regolazione siano in grado di modificare la sensibilità olfattiva e l’appetito.

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