Videochat: Sesso a 4 e 2 fidanzati si ritrovano in un sito di film porno

Chiavari – Doveva essere “per una volta”. Una soltanto. Riprendersi mentre si fa l’amore, di tutto di più, con una webcam. Ed essere osservati in tempo reale da un’altra coppia, sconosciuta, sempre collegata tramite la piccola telecamera del pc. E così era stato, per questa coppia di coetanei, entrambi studenti di 25 anni, lui genovese e lei di Chiavari. I due si erano chiusi nella stanza di lei, si sono connessi ad un sito specializzato in questo scambio e poi avevano dato libero sfogo delle proprie abilità accontentando le richieste di un’altra coppia, connessa da chissà quale parte d’Italia, che osservava il momento in diretta. Stop. Invece no.

Videochat

Perché quel video di 58 minuti e una manciata di secondi, che sarebbe dovuto rimanere scatto diretto di una volta sola, senza essere mai riprodotto o rivisto, è rimasto registrato. E qualcuno, come successo innumerevoli volte, l’ha buttato nella grande rete, precisamente in uno dei siti hard più gettonati del settore: Xhamster. E lì, nel vortice del cyberporno, buono per allietare le solitarie serate di qualcuno, c’è rimasto per un bel po’, all’insaputa della coppietta. Fino a quando, un qualsiasi internauta chiavarese “stomp ”, nel concedersi un delicato momento di solitario erotismo, non si è imbattuto proprio su quel video amatoriale che però non era come gli altri. Perché quella protagonista, una bellissima ragazza chiavarese, lui, probabilmente la conosceva per davvero. E allora avanti e indietro per quei frame, qualche fermo immagine e poi la sentenza: è lei.

Il tam tam tra amici, conoscenti e conoscenti degli amici, dev’essere stato quindi esplosivo e simultaneo. Tanto che il video, in pochi giorni, è stato visionato da oltre diecimila persone prima di sparire nel nulla, improvvisamente, ritirato dai siti e censurato.Troppo tardi, però. Perché a Chiavari, quel video amatoriale, lo hanno visto tutti e molti spezzoni, adesso, fanno il giro di Whatsapp (il sistema di messaggistica cellulare gratuito), scaricati e condivisi tra altri giovani chiavaresi che adesso non parlano d’altro. Mentre i protagonisti, che nel frattempo hanno scoperto il raggiro, potrebbero anche rivolgersi alla polizia postale, per capire chi e come ha inoltrato nella grande rete quei cinquantotto minuti hard che sarebbero dovuti rimanere cosa a quattro di quella notte davanti alla webcam.

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