Geoffrey Hinton, il “padrino dell’intelligenza artificiale“, ha gettato la spugna e si è allontanato da Google, l’entità che ha contribuito a trasformare in un titano l’IA. Il motivo? I “pericoli” della tecnologia che lui stesso ha dato alla luce.

Geoffrey Hinton, il pioniere dell’IA lascia Google: per mettere in guardia dai pericoli
Intelligenza artificiale – Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il lavoro rivoluzionario di Hinton sulle reti neurali è il fondamento su cui poggiano gli odierni mostri dell’IA. Per un decennio, questo genio visionario ha lavorato part-time per Google, plasmando il futuro dell’intelligenza artificiale. Ma ora, in un colpo di scena degno di una tragedia greca, Hinton si è schierato contro la sua stessa progenie.

«Mi consolo con la normale scusa: se non l’avessi fatto io, l’avrebbe fatto qualcun altro», ha ammesso Hinton al New York Times. In un tweet di lunedì, ha annunciato il suo addio a Google, sostenendo che ora può parlare liberamente dei rischi dell’IA senza preoccuparsi di ferire l’immagine del gigante tecnologico.

Jeff Dean, il saggio Chief Scientist di Google, ha elogiato il “decennio di contributi di Hinton a Google” e ha rassicurato che la compagnia rimane impegnata in un approccio responsabile all’IA. «Stiamo imparando continuamente a comprendere i rischi emergenti e al contempo a innovare con coraggio», ha dichiarato Dean, forse sperando di placare il crescente coro di critici.

La svolta di Hinton arriva mentre legislatori, gruppi di difesa e addetti ai lavori del settore tecnologico esprimono sempre più preoccupazioni sui rischi di chatbot alimentati dall’IA che diffondono disinformazione e fanno evaporare posti di lavoro. La corsa agli armamenti dell’IA è in pieno svolgimento, con colossi come OpenAI, Microsoft e Google, ma anche IBM, Amazon, Baidu e Tencent che lavorano su tecnologie simili.

In un atto quasi disperato, a marzo alcune figure di spicco del mondo tecnologico hanno firmato una lettera in cui si chiedeva ai laboratori di intelligenza artificiale di fermare l’addestramento dei sistemi di IA più potenti per almeno sei mesi, citando «profondi rischi per la società e l’umanità». Tuttavia, la marcia del progresso sembra inarrestabile.

Hinton ha espresso la sua inquietudine riguardo al potenziale dell’IA di eliminare posti di lavoro e di creare un mondo in cui molti «non saranno più in grado di sapere cosa è vero». In un mondo sempre più dominato dall’IA, il dissenso di Hinton fa riflettere: siamo forse sulla strada per la nostra stessa rovina?



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