Oggi voglio parlare di come tradurre l’Aziendalese in Napoletano.
Allora, quando qualcuno ti chiede “Dammi feedback“, tu rispondi “Famm sapè“. Se devi fare un brainstorming, invece di dire “Facciamo brainstorming“, puoi dire “Pigliammec nu cafè“. E se devi fare una presentazione, invece di dire “Stila bozza budget“, puoi dire “Fatt’ duje cunt e tagliamm’”.

Ma come si dice “Andiamo in testing“? Beh, puoi dire “Pruamm’ e verimm che succer“. E se qualcuno ti parla di sostenibilità, puoi rispondere con “Chi e cacc’ i sord?“.
E se qualcuno ti chiede cortesemente di fare qualcosa , invece di dire “Per favore fallo il prima possibile“, puoi dire “Però t’è sceta’ uagliò“. E se parliamo di “effetto boomerang“, in Napoletano si dice “Pruvulò“.
E se ti parlano di una “fee di competenza“, in Napoletano si dice “Mazzett’”. Se qualcuno ti invita a una riunione fiume puoi dire “Perdimm’ tiemp’”.
Se cerchi un freelance, invece di dire “Cerchiamo un freelance“, in Napoletano si dice “Nun tenimm sord’”. Questo vale in tutti i dialetti del mondo.
E se qualcuno ti chiede di mettere su tre slide puoi dire “Famm capì c’aggia ricer in riunione“. E se si parla di “direct marketing“, in Napoletano si dice “Miettet a venner e’ Folletto“.
Se si parla di “ottimizzazione dei processi“, in Napoletano si dice “Verimm i ce’ mover’“. E se qualcuno ti parla di una “win-win situation“, in Napoletano si dice “Vac bbuon’ io e vai bbuon’ tu“.
Se qualcuno ti parla di “matching“, in Napoletano si dice “Mettimm na’scop“. Infine, se qualcuno ti chiede di metterti in CC puoi dire “Vogl sapè ma nun vogl’ fa’“.
Insomma, come avrete capito, la traduzione Aziendalese – Napoletano non è così difficile! Ricordate sempre di dire “statt’ bbuon” e tutto andrà bene!
Statt’ bbuon!
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