Russia e Cina: piano congiunto per la tutela dell’ambiente e per la protezione della tigre dell’Amur

Gli ecologi della Russia e della Cina hanno validato un piano congiunto per la tutela dell’ambiente della durata di un anno.

Nella città di Spassk-Dalnij si è svolta una riunione del gruppo di lavoro per le questioni riguardanti aree protette transfrontaliere.

Russia e Cina validato un piano congiunto per la tutela dell'ambiente e proteggere la tigre dell'Amur

I partecipanti hanno prestato particolare attenzione al problema della conservazione della diversità biologica nelle riserve naturali situate a ridosso dei due lati del confine tra i due paesi.

E’ già l’ottava conferenza congiunta tra la Russia e la Cina. Ogni anno i due paesi ospitano a vicenda il luogo dell’incontro. L’anno scorso gli ecologi hanno discusso i problemi delle aree protette transfrontaliere nella città cinese di Hohhot, mentre quest’anno si sono riuniti nella città russa di Spassk-Dalnij. Elena Salmanova, vice-direttore dell’Ente Federale Statale “Terra di leopardo” responsabile per la ricerca scientifica, in un’intervista concessa a La Voce della Russia ha spiegato le modalità operative del gruppo di lavoro:

Si scelgono sempre le aree che si trovano a ridosso del confine tra due stati vicini. Nel corso della riunione si discute il lavoro svolto durante l’anno e si studiano i piani di cooperazione per il futuro. In base alle conclusioni dell’attuale riunione è stato firmato un protocollo e sono state concordate azioni congiunte per il prossimo anno.

Uno dei temi permanenti delle riunioni del Gruppo di lavoro è la conservazione sui territori transfrontalieri di due specie rare di felini: la tigre dell’ Amur e il leopardo dell’Estremo Oriente. Nel mese di aprile è stato firmato un accordo tra il parco nazionale russo “Terra di leopardo” e i vicini della Repubblica Popolare Cinese le riserve naturali di Hunchun e Vanchin. Il controllo per l’attuazione di quest’ accordo, compresa la conduzione annuale del monitoraggio fotografico dei felini maculati, è stato inserito come clausola separata nel piano annuale dei lavori congiunti durante la riunione, svoltasi a Spassk-Dalnij, ha fatto notare Elena Salmanova. Secondo le sue affermazioni, la crescita del numero dei leopardi dell’Estremo Oriente spinge loro ad esplorare le foreste della Cina a ridosso del confine con la Russia, laddove i leopardi abitavano prima, ma in seguito sono stati sterminati. Per gli scienziati russi è importante conoscere il destino di questi “transfughi” oltre il confine, direttamente sul territorio della Cina.

Noi sul territorio russo abbiamo già raccolto i primi dati provenienti dalle trappole fotografiche e conosciamo bene la situazione del leopardo dell’Estremo Oriente in Russia. La situazione in Cina invece tuttora non è chiara. Nel corso della cooperazione però sono già state avviate le ricerche congiunte riguardanti il leopardo con l’utilizzo delle metodologie unificate e sono in corso le trattative per lo scambio dei dati. Nei prossimi tempi potremo dare una risposta alla domanda principale, ovvero quanti leopardi vivono in Cina.

Attualmente il leopardo dell’Estremo Oriente, o dell’Amur è il più raro tra i grandi felini presenti sulla Terra. La sua caccia è vietata dal 1956, il predatore è inserito nel Libro Rosso delle specie protette dell’Unione Internazionale della Protezione della Natura. In Russia la popolazione del leopardo dell’Amur non supera le 50 specie.

Nel parco nazionale “Terra di leopardo”, secondo i dati del regolare monitoraggio, vivono 36 predatori. Tra qualche giorno parte la catalogazione di tutti gli esemplari. Il disegno della pelle di ognuno di questi felini è unico. Le macchie rappresentano una specie di documento identificativo del leopardo. Le immagini dei felini, catturate dalle trappole fotografiche, saranno pubblicate sul sito “Terra di leopardo”. Ogni persona che lo desidera potrà inventare un nome per l’esemplare che le piace. Non solo i russi, ma anche gli stranieri potranno partecipare alla campagna. Tutte le informazioni saranno tradotte anche in inglese. Probabilmente compariranno i leopardi con i nomi cinesi che suonano strani per orecchio russo, spera Elena Salmanova.



Il contenuto di questo articolo è stato pubblicato su : italian.ruvr.ru

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