Nelle talpe ‘Matusalemme’ i roditori più longevi del mondo il segreto della longevità

Le talpe ‘Matusalemme’, i roditori più longevi del mondo, che vivono 10 volte più a lungo rispetto ai loro simili, aiutano a scoprire che il segreto della longevità si nasconde nelle fabbriche delle proteine, i ribosomi. Il risultato, descritto sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, si deve allo studio coordinato dai biologi Vera Gorbunova e Andrei Seluanov, dell’università statunitense di Rochester.

Nelle talpe 'Matusalemme' i roditori più longevi del mondo il segreto della longevità
Questi roditori, chiamati talpe nude e il cui nome scientifico è Heterocephalus glaber, vivono in media 30 anni restando in buona salute fino alla fine.
Si è scoperto che il segreto di questi animali è nella fabbricazione di proteine quasi perfette. Le proteine infatti sono coinvolte in quasi tutte le funzioni delle cellule animale e di conseguenza, come sottolinea Seluanov, ”le proteine senza aberrazioni aiutano il corpo a funzionare in modo più efficiente”.
Per fare bene il loro lavoro, infatti, le proteine devono formarsi nel modo giusto, ossia assumere la forma adeguata, che permette loro di connettersi e interagire con altre strutture nella cellula. Ma quando il ribosoma mette insieme gli aminoacidi per creare una proteina, occasionalmente si genera un errore.
I ricercatori si sono concentrati sui ribosomi delle talpe nude e in particolare sul loro componente essenziale (circa i due terzi), l’Rna ribosomiale. E’ stato scoperto che, a differenza che nei topi, l’Rna ribosomiale della talpa nuda subisce una divisione insolita in due frammenti di dimensioni non uguali. Inoltre i due filamenti invece di stare ognuno per conto proprio restano vicini: in questo modo formano una impalcatura che i ribosomi utilizzano per fabbricare le proteine in modo migliore.
Il risultato, sottolineano gli autori, è impressionante: le proteine prodotte dalle cellule delle talpe nude hanno fino a 40 volte meno probabilità di contenere errori rispetto alle proteine dei topi.
Il passo successivo sarà indurre i ribosomi dei topi a utilizzare la stessa strategia per fabbricare le proteine in modo migliore e si spera che in futuro la scoperta possa portare a trattamenti che migliorino la produzione delle proteine nell’uomo.

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