Cambia algoritmo delle visualizzazioni di Facebook: «non bastano solo i contenuti bisogna investire»

Cambia l’algoritmo della visualizzazioni nel newsfeed: «La competizione è crescente, devono cambiare le strategie» «Per avere visibilità  non bastano solo i contenuti: bisogna investire»

Algoritmo facebook

MILANO – Cos’è l’algoritmo di Facebook e perché interessa tanto alle aziende? Si tratta dell’intelligenza che sta alla base dell’ordine di visualizzazione dei contenuti nel newsfeed, la pagina in cui vediamo scorrere gli aggiornamenti degli amici. I più attenti si saranno accorti che tendono a comparire foto e stati delle persone con cui interagiamo di più e, in generale, contenuti che sono già stati rilanciati da un buon numero di utenti. La foto del matrimonio di un amico commentata e apprezzata da gran parte dei nostri contatti in comune farà sicuramente capolino fra le nostre notizie, mentre è facile che ci sfugga lo stato di una persona con cui abbiamo un’interazione scarsa.

Quando entrano in gioco i contenuti delle pagine il meccanismo è sempre stato più o meno lo stesso: più sono apprezzati maggiore è la probabilità che arrivino alla nostra attenzione, anche se non siamo fan di quel marchio o prodotto. Se non suscitano interesse difficilmente passeranno nel nostro flusso. Recentemente Facebook ha anche annunciato che darà sempre più rilevanza alle notizie a scapito dei cosiddetti meme, immagini divertenti che tendono a diventare virali rapidamente. I grattacapi dei marchi sono relativi alla percentuale di contenuti pubblicati sulle loro pagine che effettivamente arrivano ai loro fan. “Nel 2012 Facebook (dopo l’ingresso in Borsa, nda) ha aggiornato il suo algoritmo e i singoli post hanno iniziato a raggiungere spontaneamente un numero leggermente inferiore di persone”, spiega a Corriere.it Stefano Maggi, managing partner di We are social, società che si occupa per marchi come BNL, Barilla o Adidas delle conversazioni online.

I primi effetti della modifica si sono visti già nell’ottobre del 2012, quando una ricerca indipendente ha preso in considerazione 15mila post e riportato una variazione, in negativo, in molti casi fino al 50%. Non ci sono dubbi, quindi, sulla veridicità delle affermazioni dei piccoli editori italiani che hanno iniziato una guerra contro le nuove regole del social network. La novità degli ultimi giorni, datata 5 dicembre per la precisione, è la posizione chiara e netta di Facebook in merito: “Le persone condividono come mai prima. La competizione è crescente e le pagine fan vedranno probabilmente un cambiamento nella diffusione dei contenuti, compresa una diminuzione della visibilità organica. Ci aspettiamo che questa tendenza continui. […] I proprietari delle pagine devono utilizzare la strategia più efficace per raggiungere le persone giuste: una combinazione di post creativi e interessanti e pubblicità per promuovere i propri messaggi”, si legge nella pagina dedicata all’argomento. Per dare valore al proprio lavoro su Facebook, che di per sé deve risultare appetibile per aspirare a una buona diffusione, è quindi necessario mettere mano al portafoglio. Non basta più esserci ed esserci nel modo migliore possibile: adesso è ufficiale.

Facebook, la protesta degli editori: «Regole cambiate, ci obbliga a comprare pubblicità» Calcionapoli24.in tribunale e, con altri cinque, all’Antitrust: «Cambiano l’algoritmo senza avvisarci e così ci vengono imposti investimenti per non vedere crollare i nostri lettori».

MILANO – Da una parte Facebook, che ha creato una piattaforma in grado di far arrivare i contenuti a più di un miliardo di persone. Dall’altra i piccoli editori, e non solo, che sulla visibilità offerta social network hanno impostato una parte sempre più crescente della loro attività. L’idillio si spezza nel momento in cui lo stesso genere di contenuti pubblicato sulle medesime pagine, che fino a qualche mese prima otteneva ottimi riscontri, raggiunge un numero inferiore di utenti. E, soprattutto, se la novità è dovuta alla precisa volontà della creatura di Mark Zuckerberg di incoraggiare gli investimenti pubblicitari: il 5 dicembre il social network ha di fatto ammesso di aver adottato una strategia di questo genere.

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Il contenuto di questo articolo è stato pubblicato su corriere.it e corriere.it/2

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