Soffri di mal di schiena? La miglior posizione sessuale è “a pecorina”

Il mal di schiena, quel fastidioso compagno di vita che ci ricorda che siamo mortali… ma, attenzione, non lasciate che rovini anche i momenti più intimi! Perché, cari lettori, anche nel regno delle lenzuola, la scienza ha qualcosa da dire. E, come sempre, la scienza non si tira indietro dal sondare anche i territori più… beh, diciamo “privati”.

Soffri di mal di schiena? La miglior posizione sessuale è "a pecorina"
Foto di andreas160578 da Pixabay

L‘impatto delle posizioni sessuali sul mal di schiena

In un’epoca in cui la ricerca scientifica si spinge in ogni angolo della vita quotidiana, un team di ricercatori canadesi del Spine Biomechanics Laboratory dell’Università di Waterloo ha deciso di esplorare un territorio finora poco battuto: l’impatto delle posizioni sessuali sul mal di schiena. Pubblicando i loro risultati sulla prestigiosa rivista “Spine”, questi audaci scienziati hanno analizzato la deformazione della colonna vertebrale in cinque diverse posizioni sessuali.

Attraverso l’uso di tecnologie avanzate, simili a quelle impiegate nei film d’animazione, i ricercatori, guidati dalla dott.ssa Natalie Sidorkewicz e dal dott. Stuart M. McGill, hanno osservato coppie volontarie, prive di problemi che potessero compromettere l’attività sessuale, mentre assumevano varie posizioni. Tra queste, la “posizione a cucchiaio“, due varianti della “posizione del missionario” e della “posizione a pecorina” o “a pecorino“.

Il focus dello studio era identificare la posizione sessuale che esercitasse il minor sforzo sulla schiena, in particolare per i pazienti con dolore “flesso-intollerante”. Ebbene, la medaglia d’oro va alla posizione “a pecorina” o “a pecorino”, dove la donna sostiene il proprio peso su gomiti e ginocchia, seguita dalla “posizione del missionario”.

La posizione “a cucchiaio” è quella che produce maggiore sforzo

Curiosamente, la posizione “a cucchiaio”, un tempo suggerita per chi soffriva di mal di schiena, è stata bocciata dallo studio, poiché si è rivelata quella che produce maggior sforzo sulla schiena.

Gli autori dello studio sottolineano l’importanza di basare le raccomandazioni su dati empirici piuttosto che su speculazioni o esperienze cliniche non supportate da prove scientifiche. Questo approccio non solo fornisce consigli più affidabili ma può anche facilitare il dialogo tra operatori sanitari e pazienti su un argomento tanto delicato quanto fondamentale.

La prossima volta che il mal di schiena vi farà pensare di rinunciare a certi piaceri, ricordatevi che la scienza è dalla vostra parte. E se qualcuno vi chiede perché avete scelto quella particolare posizione, potete sempre rispondere: “È per motivi scientifici!”.



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