Virus Ebola attraversa i confini, dopo USA e Spagna arriva in Asia

Il mortale virus Ebola è arrivato anche in Asia. In India, un uomo è ricoverato in ospedale, arrivato all’Indira Gandhi International Airport dalla Nigeria.

Nella zona di transito dell’aeroporto di Abu Dhabi una donna è morta su un volo dalla Nigeria all’India. Le erano stati diagnosticati sintomi coerenti con Ebola.

Virus Ebola attraversa i confini, dopo USA e Spagna arriva in Asia

Gli aeroporti hanno urgentemente completato termocamere e squadre mediche. La maggior attenzione è rivolta ai voli provenienti dall’Africa e ai cittadini dei Paesi africani. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già imposto restrizioni al diritto di circolazione delle persone infettate con il virus Ebola. Questa categoria comprende coloro i cui sintomi sono sospetti: essi possono essere rimossi dal volo per essere ricoverati in ospedale e tenuti in quarantena fino a quando i test non avranno prodotto risultati. Il trattamento di questa malattia non esiste, quindi l’isolamento è l’unico modo per evitare una pandemia Ebola, sottolinea Victor Larichev principale ricercatore dell’Istituto di Virologia D. Ivanovskij.

Il virus si diffonde attraverso i fluidi corporei. Di conseguenza, tutto ciò che è in contatto con la persona può essere contagioso e tutti quelli che sono in contatto con un contagiato possono essere infettati. Pertanto è necessario un completo isolamento. In Russia un modulo di contenimento comprende medici con tute adatte. In Africa, il livello dei servizi sanitari-epidemiologici è molto basso. Pertanto, c’è bisogno di azioni paramilitari.

In Liberia mettono guardie armate nei locali in cui si trovano pazienti affetti da Ebola. Questa decisione ha spinto le autorità locali ad agire contro i banditi locali. In precedenza, un gruppo di persone ha attaccato un presidio medico nella capitale della Liberia. Hanno sfondato la porta, rilasciato i 20 pazienti in quarantena e derubato i locali, portando con sé materassi e biancheria da letto. Come risultato, il rischio di diffusione dell’epidemia nella regione è aumentato molte volte.

Il problema è rafforzato dal fatto che molte persone in Guinea, Liberia, Nigeria, Sierra Leone e in altri paesi dell’Africa occidentale, i più colpiti dall’epidemia, si rifiutano di conformarsi alle prescrizioni dei medici: restano e muoiono in casa, mettendo in pericolo gli altri. E questa malattia così letale, spesso trova alcuni inclini a non ascrivere al virus la capacità di trasmettersi attraverso il contatto con la persona malata, tra gli altri motivi, per questioni religiose legate all’ira degli dei o degli spiriti o alla cospirazione della civiltà occidentale. Questo complica notevolmente la lotta contro la diffusione della malattia, ha detto l’epidemiologo Sergej Romanchuk.

Tali precedenti non sono nuovi. Ad esempio, ad Haiti, dove c’era un’epidemia di colera, la popolazione locale credeva che la loro gente era infettata dai bianchi. Attaccarono il personale medico. Haiti rappresenta un ambiente culturale simile alla Liberia. Le persone non sono alfabetizzate. Comunque si può battere l’epidemia. Ma con quali forze? Se occorrerà isolare completamente un Paese, ciò sarà più costoso.

Il numero delle vittime di Ebola alla fine della scorsa settimana è salito a 1145 persone. Il numero di casi segnalati è raddoppiato. Le chance di sopravvivere sono di 1 a 10.


Il contenuto di questo articolo è stato pubblicato su La Voce della Russia

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