Merve Emre per TED: Come funzionano i test della personalità?

Nel 1942, il duo madre-figlia Katherine Cook Briggs e Isabel Briggs Myers sviluppò un questionario in grado di classificare le personalità in 16 differenti tipologie. L’Indicatore di personalità di Myers-Briggs, abbreviato MBTI, è presto divenuto uno dei test della personalità più utilizzati al mondo. 

Oggi, questi test della personalità, che hanno fruttato miliardi di euro, vengono usati dai singoli individui, dalle scuole e dalle aziende. Ma nessuno di questi test, incluso l’MBTI, il Big Five, il DISC, il Process Communication Model e l’Enneagramma è in grado di rivelarci davvero la nostra personalità. Infatti, è ancora da capire se la personalità sia una caratteristica individuale, misurabile e stabile.

Parte del problema è dovuto a come vengono costruiti questi test. Ogni test si basa su differenti parametri per definire la personalità. 

L’MBTI, per esempio, si concentra su parametri, come l’introversione e l’estroversione, per classificare le personalità in determinate tipologie. 

Il Big Five, invece, dà un punteggio basato su 5 diversi tratti. Molti sono semplici autovalutazioni, quindi, i risultati si basano sulle risposte date dai partecipanti su loro stessi. Dunque, è facile mentire e anche con le migliori intenzioni, un’autovalutazione obiettiva è complicata.

Per esempio, questa domanda tratta dal Big Five: “Quanto condividi questa affermazione: ‘Sono sempre pront*’?

C’è una chiara risposta favorevole, la quale rende difficile l’obiettività. Le persone tendono inconsciamente a compiacere. Quando ci chiedono se siamo d’accordo o no, tendiamo a rispondere nel modo in cui crediamo che la persona o istituzione che pone la domanda voglia che noi rispondiamo. Ecco un’altra domanda: 

“Dai più valore alla giustizia o all’equità?” “All’armonia o al perdono?”

Potreste anche trovarvi d’accordo con entrambe le risposte, ma l’MBTI vi costringe a sceglierne solo una. Siamo tentati di pensare che i risultati di questa scelta forzata rivelino in qualche modo una vera preferenza, ma non è così. Quando ci viene posta più volte la stessa domanda a risposta multipla, è possibile che cambiamo risposta.

Test Personalità
Test Personalità – Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Visto questi difetti, non c’è da sorprendersi se i risultati del test sono inconsistenti. Uno studio afferma che quasi la metà di chi rifà il test MBTI dopo sole 5 settimane viene assegnato ad una personalità diversa. Un altro studio sul test MBTI ha scoperto che persone che realizzano punteggi simili spesso vengono assegnate a tipologie differenti, suggerendo una severa divisione tra tipologie di personalità che, però, non riflette le sfumature presenti nella realtà. 

Test della personalità: le definizioni dei tratti di personalità cambiano continuamente

Per complicare il tutto, le definizioni dei tratti di personalità cambiano continuamente. Lo psichiatra svizzero Carl Jung, colui che rese popolari i termini introversione ed estroversione, definisce introverso colui che rimane saldo ai propri principi nonostante il contestoestroverso è colui che modifica l’atteggiamento in base alle circostanze. L’introversione è diventata poi sinonimo di timidezza, mentre estroversione di “persona socievole“. Oggi, introverso è chi considera il tempo speso da solo rigenerante, estroverso è chi trae energia dalle interazioni sociali e l’ambiverso ha tratti comuni a entrambi. 

La concezione di una personalità innata e immutevole forma il concetto alla base di tutti questi test. Ma, i ricercatori sono sempre più convinti di un mutamento della personalità durante dei periodi chiave come gli anni di scuola o quando iniziamo a lavorare. Sebbene alcune caratteristiche comportamentali possano rimanere relativamente stabili nel tempo, altre, invece, vengono condizionate dall’educazione ricevuta, dalle esperienze di vita fatte e dalla nostra età. 

Tutto questo è più o meno importante in base a come vengono usati questi test. Sebbene chi li usa debba prendere i risultati con le pinze, non c’è niente di male nell’uso individuale, anzi, permettono di apprendere nuovi termini e concetti. 

Ma l’uso di questi test va ben oltre l’auto-scoperta. Le scuole li usano per consigliare agli studenti cosa andare a studiare e quale carriera intraprendere. Le aziende li utilizzano per decidere chi assumere e per quale posizione, eppure i risultati non predicono come un persona svolgerà una mansione. 

Dunque, utilizzando i test in questo modo, le aziende privano le persone di certe opportunità in cui potrebbero eccellere oppure scoraggiarle dall’intraprendere determinate strade

Merve Emre, TED.com

Italian translation by Andrea Della giustina. Reviewed by Martina Abrami.

Merve Emre è un autrice, accademica e critica letteraria turco-americano. È autrice dei seguenti libri di saggistica The Personality Brokers: The Strange History of Myers-Briggs and the Birth of Personality Testing (2018) e Paraliterary: The Making of Bad Readers in Postwar America (2017) e ha pubblicato saggi e articoli su The Atlantic , Harper’s Magazine , The New York Times Magazine e altre pubblicazioni.

Emre è professoressa associata di letteratura americana all’Università di Oxford.



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