Indice dei contenuti
⚡ Risposta in Breve
I test della personalità funzionano categorizzando gli individui in diverse tipologie tramite parametri specifici o questionari di autovalutazione. Tuttavia, non sono in grado di rivelare la vera personalità né di misurarla in modo stabile, poiché soffrono di mancanza di obiettività e producono risultati spesso inconsistenti.
| Punti Chiave |
|---|
| Si basano su autovalutazioni soggette a menzogne, scelte forzate e alla tendenza di compiacere chi pone le domande. |
| Generano risultati spesso inconsistenti e variabili anche dopo poche settimane. |
| Ignorano che la personalità non è immutabile, ma si modifica con l'età, l'educazione e le esperienze di vita. |
| Non sono in grado di predire l'effettivo rendimento lavorativo delle persone in ambito aziendale. |
Nel 1942, il duo madre-figlia Katherine Cook Briggs e Isabel Briggs Myers sviluppò un questionario in grado di classificare le personalità in 16 differenti tipologie. L’Indicatore di personalità di Myers-Briggs, abbreviato MBTI, è presto divenuto uno dei test della personalità più utilizzati al mondo.
Oggi, questi test della personalità, che hanno fruttato miliardi di euro, vengono usati dai singoli individui, dalle scuole e dalle aziende. Ma nessuno di questi test, incluso l’MBTI, il Big Five, il DISC, il Process Communication Model e l’Enneagramma è in grado di rivelarci davvero la nostra personalità. Infatti, è ancora da capire se la personalità sia una caratteristica individuale, misurabile e stabile.
Parte del problema è dovuto a come vengono costruiti questi test. Ogni test si basa su differenti parametri per definire la personalità.
L’MBTI, per esempio, si concentra su parametri, come l’introversione e l’estroversione, per classificare le personalità in determinate tipologie.
Il Big Five, invece, dà un punteggio basato su 5 diversi tratti. Molti sono semplici autovalutazioni, quindi, i risultati si basano sulle risposte date dai partecipanti su loro stessi. Dunque, è facile mentire e anche con le migliori intenzioni, un’autovalutazione obiettiva è complicata.
Per esempio, questa domanda tratta dal Big Five: “Quanto condividi questa affermazione: ‘Sono sempre pront*’?“
C’è una chiara risposta favorevole, la quale rende difficile l’obiettività. Le persone tendono inconsciamente a compiacere. Quando ci chiedono se siamo d’accordo o no, tendiamo a rispondere nel modo in cui crediamo che la persona o istituzione che pone la domanda voglia che noi rispondiamo. Ecco un’altra domanda:
“Dai più valore alla giustizia o all’equità?” “All’armonia o al perdono?”
Potreste anche trovarvi d’accordo con entrambe le risposte, ma l’MBTI vi costringe a sceglierne solo una. Siamo tentati di pensare che i risultati di questa scelta forzata rivelino in qualche modo una vera preferenza, ma non è così. Quando ci viene posta più volte la stessa domanda a risposta multipla, è possibile che cambiamo risposta.

Visto questi difetti, non c’è da sorprendersi se i risultati del test sono inconsistenti. Uno studio afferma che quasi la metà di chi rifà il test MBTI dopo sole 5 settimane viene assegnato ad una personalità diversa. Un altro studio sul test MBTI ha scoperto che persone che realizzano punteggi simili spesso vengono assegnate a tipologie differenti, suggerendo una severa divisione tra tipologie di personalità che, però, non riflette le sfumature presenti nella realtà.
Test della personalità: le definizioni dei tratti di personalità cambiano continuamente
Per complicare il tutto, le definizioni dei tratti di personalità cambiano continuamente. Lo psichiatra svizzero Carl Jung, colui che rese popolari i termini introversione ed estroversione, definisce introverso colui che rimane saldo ai propri principi nonostante il contesto; estroverso è colui che modifica l’atteggiamento in base alle circostanze. L’introversione è diventata poi sinonimo di timidezza, mentre estroversione di “persona socievole“. Oggi, introverso è chi considera il tempo speso da solo rigenerante, estroverso è chi trae energia dalle interazioni sociali e l’ambiverso ha tratti comuni a entrambi.
La concezione di una personalità innata e immutevole forma il concetto alla base di tutti questi test. Ma, i ricercatori sono sempre più convinti di un mutamento della personalità durante dei periodi chiave come gli anni di scuola o quando iniziamo a lavorare. Sebbene alcune caratteristiche comportamentali possano rimanere relativamente stabili nel tempo, altre, invece, vengono condizionate dall’educazione ricevuta, dalle esperienze di vita fatte e dalla nostra età.
Tutto questo è più o meno importante in base a come vengono usati questi test. Sebbene chi li usa debba prendere i risultati con le pinze, non c’è niente di male nell’uso individuale, anzi, permettono di apprendere nuovi termini e concetti.
Ma l’uso di questi test va ben oltre l’auto-scoperta. Le scuole li usano per consigliare agli studenti cosa andare a studiare e quale carriera intraprendere. Le aziende li utilizzano per decidere chi assumere e per quale posizione, eppure i risultati non predicono come un persona svolgerà una mansione.
Dunque, utilizzando i test in questo modo, le aziende privano le persone di certe opportunità in cui potrebbero eccellere oppure scoraggiarle dall’intraprendere determinate strade.
Merve Emre, TED.com
Italian translation by Andrea Della giustina. Reviewed by Martina Abrami.
Merve Emre è un autrice, accademica e critica letteraria turco-americano. È autrice dei seguenti libri di saggistica The Personality Brokers: The Strange History of Myers-Briggs and the Birth of Personality Testing (2018) e Paraliterary: The Making of Bad Readers in Postwar America (2017) e ha pubblicato saggi e articoli su The Atlantic , Harper’s Magazine , The New York Times Magazine e altre pubblicazioni.
Emre è professoressa associata di letteratura americana all’Università di Oxford.
Domande Frequenti (FAQ)
❓ Che cos'è l'Indicatore di personalità di Myers-Briggs (MBTI) e da chi è stato sviluppato?
L'MBTI è un questionario sviluppato nel 1942 dal duo madre-figlia Katherine Cook Briggs e Isabel Briggs Myers, progettato per classificare le personalità in 16 differenti tipologie.
❓ Quali sono i principali limiti dei test della personalità basati sull'autovalutazione?
I test di autovalutazione soffrono della difficoltà di mantenere l'obiettività, della facilità di mentire e della tendenza inconscia a rispondere per compiacere. Inoltre, le scelte forzate e la possibilità di cambiare risposta nel tempo rendono i risultati spesso inconsistenti.
❓ Come vengono definiti oggi i concetti di introverso, estroverso e ambiverso?
Oggi è considerato introverso chi trova rigenerante il tempo trascorso da solo, estroverso chi trae energia dalle interazioni sociali, mentre l'ambiverso è colui che presenta tratti comuni a entrambe le categorie.
❓ La personalità umana rimane immutata nel corso della vita?
No, sebbene alcune caratteristiche comportamentali possano rimanere stabili, la personalità può mutare durante periodi chiave come gli anni scolastici o l'inizio del percorso lavorativo, ed è condizionata dall'educazione, dall'età e dalle esperienze di vita.
❓ Perché l'uso dei test della personalità per le assunzioni aziendali può essere problematico?
I test della personalità sono problematici in ambito aziendale perché i loro risultati non sono in grado di predire come una persona svolgerà effettivamente una mansione, rischiando così di privare i candidati di opportunità in cui potrebbero eccellere.
Scopri la sezione Curiosità dal mondo per ulteriori contenuti di approfondimento, naviga tra le righe e soddisfa la tua curiosità.
