Imballaggi alimentari: come si confezionano pasta e riso

Il packaging degli alimenti impone alle aziende l’obbligo di seguire varie regole, che permettono al consumatore di ottenere sulla propria tavola prodotti sani e dal buon sapore e che, in alcuni casi, si possono conservare a lungo. Pasta e riso sono tra gli alimenti più “semplici” da confezionare, grazie al fatto che il loro principale nemico è solo l’umidità. Per la produzione di confezioni per pasta e riso è quindi essenziale mantenere l’alimento lontano dall’umidità.

Imballaggi alimentari come si confezionano pasta e riso
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Le confezioni per la pasta

Il packaging pasta e riso limita il passaggio di aria e, di conseguenza, anche dell’umidità. Questo accade sia per la pasta secca e il riso, sia per la pasta fresca, che offre alcune ulteriori problematiche, in quanto teme le alte temperature. La pasta fresca viene quindi confezionata con packaging idrorepellente e isolante, con in più l’avvertenza di conservare le confezioni in frigorifero, quindi a una temperatura che non deve superare i 4°C. Per quanto riguarda invece la pasta secca e il riso le confezioni più sfruttate sono in carta o materiale plastico; la prima viene però spesso rivestita con un film plastico, in modo da garantire l’eliminazione del contatto con l’aria e con l’umidità, permettendo al contempo di ottenere packaging più sostenibile. Negli ultimi anni poi sempre più spesso si impiegano per confezionare pasta e riso contenitori prodotti con plastiche da fonti rinnovabili, molto più ecosostenibili

Il sottovuoto

Una confezione sottovuoto viene privata dell’aria al suo interno, dopo avervi inserito il prodotto da conservare. Si tratta di una tutela aggiuntiva, che aumenta ulteriormente la durata del tempo di conservazione di un alimento. È in questi casi ancora più importante che il materiale usato sia idrorepellente e impedisca gli scambi di gas con l’esterno, in caso contrario l’effetto del sottovuoto sarebbe del tutto breve, trascurabile. Il sottovuoto si utilizza spesso per il riso, più di quanto non lo si impieghi per la pasta. Questo perché tale metodo di conservazione di fatto uccide qualsiasi tipo di microrganismo possa essere presente sui chicchi, cosa molto più probabile per il riso che per la pasta, in quanto la seconda viene trattata a temperature sufficientemente elevate da limitare la presenza e la proliferazione di vari micro organismi. Non vi sono obblighi per quanto riguarda la conservazione sottovuoto, è vero però che tale metodo di produzione delle confezioni permette di mantenere gli alimenti secchi freschi per molti mesi, quasi il doppio rispetto alle confezioni in cui è presente l’aria.

Conservare pasta e riso a casa

Come si può ben notare accedendo a un qualsiasi punto vendita che offra pasta o riso, questi alimenti secchi sono conservati a temperatura ambiente e in contenitori in cui è possibile il passaggio della luce solare. Anzi, alcune confezioni sono completamente trasparenti, in film plastici chiari. Quando si portano queste confezioni a casa è comunque buona norma tenerle in un mobiletto della cucina, a una temperatura che non superi i 25/30°C, lontano dalla luce solare diretta. Questo soprattutto perché la luce solare e le temperature elevate possono accelerare la degradazione dell’alimento, ma anche del materiale di cui è fatta la confezione. 



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