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Settembre, quel mese insidioso che, come un venditore di enciclopedie, bussa alla tua porta con un sorriso a 32 denti e una valigia piena di buoni propositi. Ti guarda dritto negli occhi e dice: “Ehi, ricordi tutte quelle promesse che ti sei fatto a Capodanno? No? Perfetto, ora tocca a me, e io non mi dimentico!”

Settembre è un mese che non perdona. L’estate, con il suo abbronzarsi sotto il sole, mangiare gelati, bere birra fredda e fare tardi la sera, ci lascia con una sensazione di leggerezza e un vago senso di colpa per aver trascurato tutte quelle cose importanti: la palestra, la dieta, il corso di giardinaggio avanzato che hai rimandato per la terza volta. E così, Settembre arriva a ricordarci che le scuse estive non valgono più. La scuola ricomincia, gli uffici tornano a pieno regime e la società ci spinge a rimetterci in riga, a riordinare quella lista infinita di buoni propositi che, probabilmente, finirà nella spazzatura entro Ottobre.
Il ciclo di vita del buon proposito Settembrino
Il fenomeno dei buoni propositi settembrini è tanto affascinante quanto prevedibile. In termini scientifici, possiamo definirlo come un ciclo di ripristino motivazionale, una sorta di reset psicologico che, a differenza del capodanno, non è accompagnato dai postumi di una sbornia epocale.
A livello biologico, Settembre segna la fine del periodo estivo, il che comporta una serie di cambiamenti fisiologici. L’abbassamento delle temperature e la riduzione delle ore di luce influenzano la produzione di serotonina e melatonina, ormoni che regolano l’umore e il ritmo sonno-veglia.
Questo cambiamento ci porta a cercare nuovi equilibri, spingendoci a voler “rimettere ordine” nelle nostre vite. Ecco perché, magicamente, tutti vogliono iniziare una nuova dieta, un nuovo hobby, o iscriversi in palestra proprio a Settembre. Non è altro che il nostro cervello che cerca di adattarsi al cambiamento stagionale con la solita frenesia organizzativa.
Settembre e la psicologia dei buoni propositi
Dal punto di vista psicologico, Settembre rappresenta un “nuovo inizio”. È come il lunedì dei mesi, ma con meno ansia e più ottimismo. Il ritorno alla routine post-vacanze ci fa percepire una sorta di nuovo anno scolastico, anche per chi la scuola l’ha lasciata da decenni. C’è qualcosa di profondamente radicato nella nostra cultura che ci spinge a considerare Settembre come il momento perfetto per fare un bilancio delle nostre vite e per pianificare miglioramenti. È come se, inconsciamente, percepissimo l’arrivo dell’autunno come un’opportunità per prepararci a una nuova fase, per sistemare tutto prima che arrivi l’inverno e ci chiuda in casa con tè caldo e Netflix.
Un altro aspetto interessante è la “motivazione temporale”. Studi psicologici dimostrano che i buoni propositi legati a specifiche date o eventi (come il primo del mese o l’inizio dell’anno scolastico) tendono a essere presi più seriamente rispetto a quelli generici. Settembre offre proprio quel contesto di “nuovo inizio” che rende i buoni propositi più concreti e, almeno inizialmente, più facili da seguire.
Il paradosso dell’autodisciplina
Tuttavia, c’è un paradosso insito in questi buoni propositi settembrini: quanto più ci impegniamo a cambiare radicalmente la nostra routine, tanto più è probabile che falliamo. Il motivo? Stiamo cercando di sovraccaricare la nostra autodisciplina. Secondo la psicologia comportamentale, l’autodisciplina è una risorsa limitata, che tende a esaurirsi quando viene utilizzata in modo eccessivo. Quindi, se a Settembre decidi di cambiare dieta, iniziare a correre ogni mattina, smettere di fumare e imparare il cinese, probabilmente ti ritroverai a Ottobre sul divano, circondato da snack e con un vago ricordo di cosa volesse dire “你好” (ciao, in cinese).
Il segreto, quindi, non è tanto fare buoni propositi, ma farli in modo intelligente. Concentrarsi su pochi obiettivi, realistici e raggiungibili, è la chiave per mantenere alta la motivazione e per evitare il burnout da autodisciplina.
Settembre può essere riassunto come quel parente che arriva a cena e ti chiede perché non hai ancora sistemato quella cosa di cui avevate parlato mesi fa. Ti costringe a guardarti allo specchio e a confrontarti con tutte le promesse non mantenute, con quella lista infinita di “lo farò domani” che ormai è lunga quanto un romanzo di Tolstoj.
Eppure, c’è qualcosa di affascinante in tutto questo. Perché, nonostante tutto, Settembre ci offre una nuova opportunità per riprovare. Certo, sappiamo tutti che probabilmente falliremo di nuovo, che i buoni propositi finiranno nel dimenticatoio entro qualche settimana.
Ma forse è proprio questo che rende Settembre così speciale: la consapevolezza che, nonostante tutto, ci riproveremo ancora, e ancora, e ancora… Perché alla fine, l’arte dei buoni propositi è come l’arte di vivere: un continuo tentativo di migliorare, anche se con un sorriso sulle labbra.
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