Uruguay, pronta la legalizzazione della Cannabis.

Lo Stato fornirà tra le venti e le quaranta licenze alle imprese private interessate alla produzione di marijuana. Come massimale potranno essere piantati tra i venti e i trenta ettari della sostanza in tutto il paese.

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L’Ufficio Politico del Frente Amplio ha ricevuto ieri il prosegretario alla Presidenza, Diego Canepa, e il direttore del Consiglio nazionale antidroga (Junta Nacional de Drogas), Julio Calzada, che hanno spiegato la portata del disegno di legge per legalizzare la vendita di marijuana.

Calzada ha detto a El Pais che saranno concesse tre tipi di licenze ai privati per consentire la produzione, la lavorazione e la distribuzione della cannabis. Le licenze avranno un costo e saranno assegnate a persone che dimostreranno “idoneità morale”.

“Quello che vogliamo è che sia molto chiara l’idea di chi saranno i beneficiari delle licenze. Non potrà essere chiunque ma solo soggetti che non hanno avuto problemi con la legge”, ha detto Calzada. Inoltre si richiederà al licenziatario di mantenere continuamente contatti sia con la Direzione Generale Impositiva (DGI) sia con la Banca di Previdenza Sociale (BPS).

Lo Stato fornirà tra le venti e le quaranta licenze per la produzione di marijuana in tutto il paese per coltivazioni non superiori ad un ettaro. “Sicuramente come massimo si potranno coltivare venti ettari e se saranno concesse quaranta licenze, potrebbe trattarsi di trenta ettari in tutto il paese”, ha detto il direttore del Consiglio sulla droga (Junta de Droga).

Il calcolo è basato sul volume di consumatori che esistono nel paese, che secondo le indagini ammontano a 20.000 quotidiani e 120.000 annuali.

I consumatori riceveranno fino a 40 grammi di sostanza al mese. Ci saranno tre tipi di sostanza, ma i contenitori saranno generici e non avranno nessun carattere distintivo per evitare la promozione del consumo. A loro volta, sarà vietata la pubblicità.

SICUREZZA.

Secondo Calzada, la sicurezza dei terreni adibiti a coltivazione non sarà un problema. “Le piante non fioriscono ogni giorno, vi è un periodo in cui viene coltivata come qualsiasi altra piantagione e non vedo un problema di sicurezza.”

“Inizialmente non sarà prevista nessuna misura di sicurezza per le zone in cui verrà coltivata la marijuana, ma sarà qualcosa che studieremo a tempo debito”, ha detto Calzada.

Il dirigente ha sostenuto che nel paese si distribuiscono sostanze molto più problematiche, come gli oppiacei, quindi non capisco perché dovrebbero essere adottate misure di sicurezza speciali.


Fonte: www.elpais.com.uy

Questo articolo è stato pubblicato da Cannabis

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