Anonymous attacca la Lega Nord: “Massimo intralcio alla sua ideologia razzista”

Anonymous attacca la Lega Nord.

Il gruppo hacker torna a colpire dopo aver violato i server della Procura di Torino e del sito del sindacato di polizia (Sap).

Diffuse informazioni sensibili e conversazioni private tra i simpatizzanti del Carroccio.

Anonymous attacca la Lega Nord: "Massimo intralcio alla sua ideologia razzista"

Anonymous torna a colpire e il 16 novembre manda in black out il sito della Lega Nord, diffondendo dati e conversazione privati dei simpatizzanti a dimostrazione dell’”ideologia razzista” che si anniderebbe all’interno del partito. Lo scopo dichiarato del gruppo hacker è di portare il “massimo intralcio” all’attività del partito. “La bassezza degli slogan razzisti espressa nelle email che i simpatizzanti leghisti inviano al loro gerarca preferito (SalviniMaroni) esprime a pieno il degrado subumano che si incarna nel Carroccio”, scrivono online gli hacker, che invitano tutti a scaricare i dati diffusi dal gruppo per “sottoporre la cricca leghista a un’operazione di doverosa, e sicuramente non gradita investigazione”.

“E’ necessario – proseguono nel comunicato diffuso insieme ai link per scaricare i file -, mettere un freno a una deriva razzista alimentata da gruppi come la Lega Nord che, negli anni passati, ha causato incendi e sgomberi di campi nomadi (Sinti e Rom), costituendo quella che a tutti gli effetti è stata una vera e propria pulizia etnica“. E quello di Salvini, continuano, è un partito che ha “intensificato anche i rapporti con il gruppo fascista di Casa Pound, responsabile dell’uccisione di due senegalesi, nel 2011, a Firenze“.

Nei giorni scorsi gli hacker informatici hanno però attaccato anche altre pagine web. Il 15 novembre, infatti, il sito della Procura di Torino è stato messo fuori uso per manifestare solidarietà verso i tre attivisti No Tav feriti e per i quali i pm hanno chiesto nove anni di carcere. Tre giorni prima, invece, le spie hanno rubato dei dati dal sito del sindacato di polizia (Sap), diffondendo informazioni personali e conversazioni private fra gli iscritti. Il motivo: un atto di solidarietà verso la famiglia di Stefano Cucchi, la quale, sostiene Anonymous, è stata umiliata da una sentenza ingiusta e dalle dichiarazioni del sindacato. E gli hacker continuano a colpire anche all’estero: nei giorni scorsi sono stati attaccati il sito del Dipartimento di Stato Americano e l’account twitter del Ku Klux Klan.


Il contenuto di questo articolo è stato pubblicato su Il Fatto Quotidiano – che ringraziamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

scorrere fino in cima